Per l'economista Sapelli nella Stabilità si nasconde “la mossa del cavallo vincente. Ecco quale..."

23 dicembre 2015 ore 13:42, Lucia Bigozzi
Per l'economista Sapelli nella Stabilità si nasconde “la mossa del cavallo vincente. Ecco quale...'
“La mossa del cavallo vincente sta nelle misure per l’ampliamento del mercato interno assunte contestualmente a misure di detassazione per le imprese”. E’ il punto di forza che Giulio Sapelli, economista, individua analizzando la legge di stabilità del governo Renzi nella conversazione con Intelligonews. 

Quali sono i punti positivi della manovra e cosa la convince?

«Mi convince il fatto che dal 2001, finalmente, un provvedimento importante come questo mira allo sviluppo e non, invece, alla tassazione. Quindi è una manovra finanziaria in deficit e questo ci fa bene; al tempo stesso è un deficit che non supera il tetto del 3 per cento anche se io, in linea di principio sono contrario al limite del 3 per cento, ma va detto che siamo uomini di mondo e fino a quando non verrà superato, bisogna rispettarlo. La cosa che mi piace di più è che nella legge ci sono misure per l’ampliamento del mercato interno assunte contestualmente a misure di detassazione per le imprese. Credo che questa sia la mossa del cavallo vincente»

Cosa non la convince?

«Mi convince di meno il fatto che siamo ancora troppo timidi; secondo me dovevamo osare di più per sfidare Bruxelles e in particolare, la Germania: in questo momento c’è infatti una grande debolezza tedesca. A mio avviso bisognava aumentare di più il deficit, la spinta all’ampliamento del mercato interno con una maggiore detassazione delle imprese sperando che in questo momento gli imprenditori investano di più. Certamente la legge di stabilità segna un cambio di passo notevolissimo rispetto al passato che va sottolineato positivamente»

Basta a rimettere in moto la macchina dell’economia e della produttività?

«Non basta perché a parte gli Usa, tutto il mondo è in recessione e la deflazione innescata in Europa si è propagata a livello mondiale perché si è unita alla gravissima crisi cinese. Va aggiunto poi, come ho sottolineato nella mia analisi sul Messaggero, che ci sono troppe guerre in corso perché il commercio mondiale possa riprendere. Ci sono troppe aree di crisi, dal Nord Africa alla Siria passando per l’Ucraina: questo confuta le tesi di coloro che sostengono che la guerra fa bene all’economia. Direi che è quasi miracoloso che l’Italia in un contesto mondiale del genere, regga e che le sue piccole e medie imprese resistano»

Questa legge di stabilità produce risparmio, ovvero riduzione della spesa pubblica o no?

«Direi di sì. L’unica cosa che manca e che aspettiamo da anni sono i costi standard: questo è il problema vero. Qual è la più forte resistenza? E’ quella delle imprese, inutile girarci intorno. La maggiore resistenza non viene dalla Pubblica Amministrazione o dalla politica, questa è una balla alimentata dall’antipolitica. La verità è che le imprese devono capire che ciò che perdono sui costi lo recuperano in efficienza della Pubblica Amministrazione. Bisogna far fare agli imprenditori questo passo in avanti».  

Da Prof, che voto darebbe alla legge di stabilità nel suo complesso?

«Rispetto al contesto in cui stiamo - e sottolineo questo passaggio – il mio voto è un 8, di cui due punti vanno a premiare il coraggio». 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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