Silvio non molla il patto con Renzi? "Senza me al ballottaggio vincono i grillini"

23 dicembre 2015 ore 23:38, Americo Mascarucci
Silvio non molla il patto con Renzi? 'Senza me al ballottaggio vincono i grillini'
Silvio Berlusconi non vuole mollare la politica almeno a parole. Ecco quindi che con un’intervista al quotidiano “Il Giorno” l’ex Cavaliere anziché lasciare rilancia il suo impegno. 

Azzarda paragoni con il 1994 ma lui per primo forse è consapevole di come siano passati vent’anni e la fiducia che gli italiani nutrivano per lui si sia affievolita: "Non ho alcuna voglia di fare politica. Non l'avevo nel '94 e non ce l'ho oggi – ha detto - Ma come nel '94 mi sentii obbligato a scendere in campo per non lasciare il Paese in mano ai comunisti, oggi mi sento moralmente obbligato per evitare che si realizzi una prospettiva forse persino più nefasta". Il riferimento stavolta è al Movimento 5Stelle che Berlusconi considera pericoloso per il Paese, con Grillo nei panni dell’Occhetto del 94. "Forza Italia senza di me deperirebbe e finirebbe sotto il 10% e il Paese sarebbe in mano ai grillini". Il che tradotto vuol dire che senza di lui i forzisti non vanno da nessuna parte. Verrebbe da replicare: bella classe politica quella formata in tutti questi anni, del tutto incapace di camminare senza il proprio leader. Ma in fondo è ciò che Berlusconi ha sempre voluto, rendersi indispensabile per il centrodestra italiano. “Se abbandonassi, il centrodestra diventerebbe un terzo polo, al ballottaggio andrebbero Pd e Movimento 5 Stelle e non c’è dubbio che vincerebbero i grillini. Per l'Italia sarebbe una sciagura" ha aggiunto ancora l’ex premier facendo intendere chiaramente che nemmeno Salvini sarebbe in grado di ribaltare questa prospettiva.
Intanto però Forza Italia è allo sbando, lacerata da lotte intestine e forti divergenze politiche. Non per Berlusconi che smentisce: "Non c'è nessun conflitto. Lo dice anche il proverbio: quando il gatto non c'è, i topi ballano. Il gatto è assente dal Parlamento, ma non è assente dal Paese. Le assicuro che non passa giorno senza che incontri qualcuno per organizzare il futuro del centrodestra, mi sto riallineando e a breve sarò nuovamente in campo". Messaggio ai forzisti dunque del tipo “litigate pure che poi arrivo io a rimettervi tutti in riga”. Peccato che intanto però le divergenze di vedute si stiano traducendo in fallimentari strategie politiche, non ultimo il fallimento dell’operazione che avrebbe dovuto portare il forzista Sisto a sedere sui banchi della Consulta.
Forza Italia licenzia i dipendenti perché non riesce più a far fronte ai debiti dopo che è stato abolito il finanziamento pubblico ai partiti, ma Berlusconi continua a parlare di prospettive di rilancio e di rinnovamento."Ho intenzione di procedere a un rinnovamento radicale dei vertici, sia per quanto riguarda i gruppi parlamentari sia per il partito – ha proseguito -. Stiamo mettendo su una squadra di giovani che interloquirà con quei 27 milioni di italiani che frequentano Internet e riporteremo a votare i delusi che non vanno più. 

Gli prospetteremo un governo composto al cinquanta per cento da personalità che non vengono dalla politica". 
Sarà la volta buona? Difficile crederlo visto che l’operazione svecchiamento la sta annunciando da due anni circa e si è sempre puntualmente infranta sugli sogli della nomenclatura azzurra indisponibile a farsi rottamare. Perché è vero che Berlusconi è il leader ma poi non è che gli altri, i vecchi, stiano tutti lì a farsi dare dei “rincoglioniti” o degli “incapaci” cedendo il posto ai cosiddetti giovani. Intanto all’orizzonte c’è la sfida delle comunali con Milano in testa a tutto. Una sfida che sembrava facile ma che ora la discesa in campo del commissario Expo Giuseppe Sala rende decisamente in salita. E il centrodestra sembra ancora barcolare nel buio

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