Gay, Tsipras obbedisce all'Europa. Sì greco a unioni civili, misure impopolari dimenticate?

23 dicembre 2015 ore 14:32, Americo Mascarucci
L’Europa detta, Tsipras obbedisce. No, stavolta il compitino assegnato alla Grecia non riguarda le misure di austerità e di rigore imposte dalla Troika europea per sbloccare gli aiuti economici ad Atene, bensì il campo dei diritti civili.
Il Parlamento greco ha approvato a larghissima maggioranza, 193 sì e 56 no, le unioni civili, equiparando le unioni omosessuali alle famiglie naturali. Naturalmente la decisione del Parlamento greco segue la scontata condanna comminata due anni fa alla Grecia dalla Corte europea per i diritti umani per discriminazione contro i gay; questo perché in Grecia i diritti riconosciuti alle coppie di fatto non erano applicabili alle unioni omosessuali. 
E così la solita Europa laicista e relativista aveva condannato Atene che ora si è messa prontamente in riga, complice un governo di sinistra eletto con la promessa di opporsi alle misure draconiane imposte dall’Europa, che invece ha finito per accettarle in toto e pure inasprite rispetto a quelle concordate dal precedente governo di centrodestra.
Ma alla fine la lettura di questa nuova decisione del parlamento greco è tutta politica e va inserita nell'ottica della necessità da
Gay, Tsipras obbedisce all'Europa. Sì greco a unioni civili, misure impopolari dimenticate?
parte del premier Tsipras di recuperare consenso nel Paese
dopo che l’applicazione del programma di riforme imposto dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale per sbloccare i necessari aiuti ad Atene, sta aumentando il malcontento e la tensione sociale nel Paese. 
E allora cosa c’è di più appetibile di una legge che in un momento come questo va a riconoscere i diritti delle persone gay equiparandole alle famiglie naturali? Un diversivo utile per distogliere forse l’attenzione da quelle misure tanto impopolari e gettare fumo negli occhi in un’opinione pubblica sempre più delusa da un leader che aveva promesso "fuoco e fiamme" in Europa e si è ritrovato ad “obbedir tacendo”.....Su tutto e di più.
Nella legge manca ancora il riconoscimento del diritto alle adozioni, ma sarà questione di (poco) tempo.

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