Che fine ha fatto Silvana Pampanini?

23 dicembre 2015 ore 14:55, intelligo

di Anna Paratore

Che fine ha fatto Silvana Pampanini?
Per decenni si è creduto che la struggente canzone d’amore “Malafemmena” di Totò, fosse stata dedicata a Silvana Pampanini, bellissima dell’epoca, che lui tanto corteggiò e che, almeno a sentire lei, ma gli cedette.In realtà, oggi si sa che il comico napoletano dedicò quella canzone alla moglie separata, ma che fosse stato innamorato della Pampanini per almeno un anno, è fuori discussione. Del resto, lei le carte in regola per far perdere la testa a un uomo le aveva tutte, compreso il talento che all’epoca era ancora necessario per fare carriera anche nel cinema leggero, quello delle commedie all’italiana che tanto ancora piacciono pure a distanza di decenni. E che con esse si siano cimentati attori di grande calibro è sotto gli occhi di tutti quando si leggono i titoli che scorrono, e si ritrovano De Sica, Alberto Sordi, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Peppino De Filippo, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Aldo Frabrizi, e via discorrendo… Veri mostri sacri, che con le loro capacità e copioni spesso inconsistenti riuscivano a tirare fuori dei veri e propri gioielli cinematografici.  E il tutto magari senza una volgarità e nemmeno scene di nudo. La Pampanini fu stella di quell’epoca lì. Aveva una solida preparazione musicale e una voce molto bella, partecipò al concorso di miss Italia e le venne concesso l’ex equo con la vincitrice a furor di popolo, venne richiesta dal mondo del cinema e poté accettare solo perché suo padre decise di accompagnarla e farle da manager. 

Ed è da subito un successo. Non solo Silvana è bellissima, mora e con quegli occhi chiari che le illuminano il volto, ma ha anche una carica prorompente, la capacità di ipnotizzare il pubblico, e una certa dose d’ironia spontanea che non può non essere un valore aggiunto. Lavora con tutti i maggiori attori dell’epoca. Quelli che abbiamo citato sopra, ma anche altri come Mastroianni, Walter Chiari, Nazzari, Rascel, Vallone, Taranto, e non basta, perché ben presto sfonda anche all’estero, e sugli schermi internazionali diventa la partner di Jean Gabin, Henri Vidal, Jean-Pierre Amount e via discorrendo.  Ma non solo miete successi cinematografici e di pubblico. Sembra che anche nella vita privata, faccia strage di cuori. Di lei, che mai si è sposata né ha avuto figli, si dice che abbia però avuto più domande di matrimonio che mal di testa, e non si stenta a crederci.Come abbiamo detto, travolse Totò, che alla fine si dovette arrendere, ma le furono attribuite travolgenti storie d’amore con l principe afgano Ahmad Shah Khan, Tyrone Power, William Holden, George DeWitt, Omar Sharif, Orson Welles, re Faruq I d'Egitto, il tenore Giuseppe Campora e altri. Lei ha sempre smentito tutto e affermato che l’unico uomo della sua vita, un bellissimo e ricchissimo sconosciuto di cui non ha mai rivelato altro, morì un mese prima del matrimonio per una ricaduta di un’infezione contratta in guerra.

Poi, come per tutte le star che si rispettino, anche la Pampanini cambiò stile. Diradò i suoi impegni cinematografici orientandosi su apparizioni in TV, curando la posta del cuore di un noto settimanale, e riservandosi apparizioni a premi letterari e concorsi di bellezza. Residente nel Principato di Monaco, nell’aprire del 2003 ottenne comunque la nomina a Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica, ed è normale perciò che polemizzasse col sindaco Veltroni che non l’aveva invitata alla prima Festa del Cinema di Roma. Per capire bene che donna sia e sia stata, la Pampanini ci ha anche regalato un’autobiografia dal titolo “Scandalosamente Perbene”, dove per certi versi si paragona a Greta Garbo. Negli ultimi mesi, Silvana è stata ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma a seguito di forti dolori addominali e a una caduta. L’attrice, ormai novantenne, è rimasta ricoverata per oltre un mese, ma per fortuna sembra essersi ripresa bene, ed è stata dimessa. “La Pampanini - recita la nota -ha lasciato il Reparto di Riabilitazione 1, diretto dal professor Francesco Landi, dopo essersi sottoposta, con beneficio, a un programma intensivo di riabilitazione neuro-motoria, che ha consentito il rapido recupero delle condizioni cliniche e il suo rientro a domicilio”.  Tutto ciò non può che farci sincero piacere. Speriamo che l’indimenticabile Ninì Pampam, come la chiamavano affettuosamente i francesi, resti con noi ancora a lungo. 

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]