Colombia a tutta marijuana ma a scopi terapeutici. E il mercato dei trafficanti?

23 dicembre 2015 ore 16:56, Americo Mascarucci
Colombia a tutta marijuana ma a scopi terapeutici. E il mercato dei trafficanti?
La notizia è di quelle sensazionali ma non per la decisione in sé, quanto per le conseguenze che potrà produrre. 
La Colombia ha infatti legalizzato ufficialmente l’uso della marijuana a scopi terapeutici. Il possesso di piante e semi di cannabis sarà permesso soltanto per scopi scientifici e medicinali. La decisione parte dalla volontà di prendere in considerazione il benessere delle persone e di garantirlo con ogni mezzo, come ha precisato il presidente Juan Manuel Santos durante un discorso trasmesso dalla televisione colombiana.

I coltivatori di cannabis dovranno ottenere un permesso speciale rilasciato dal Consiglio nazionale dei narcotici per poter procedere nel proprio lavoro. Chi si occuperà della manifattura di sostanze a base di cannabis dovrà richiedere l’autorizzazione al Ministero della Salute. La notizia dicevamo è di quelle sensazionali dal momento che negli ultimi decenni alcuni paesi del Sud America, soprattutto la Colombia, ma anche Perù, Bolivia, Ecuador, Guatemala sono al centro del traffico mondiale della droga. La droga prodotta in Sud America viene esportata in tutto il mondo ed in particolare negli Stati Uniti. 
In Colombia il traffico di droga ha dato origine a quella che molti hanno definito per anni la guerra dei cartelli, ossia le mafie locali che si sono spartite il narcotraffico. Grazie all’attività dei gruppi criminali la Colombia è diventata il più grande produttore mondiale di cocaina, ed il terzo paese nel mondo per la produzione di marijuana. I più importanti cartelli sono quello di Medellin, di Cali, oltre ad altri raggruppamenti locali a Bogotà, a Santa Marta, a Bucaramnga e in altre città. 
La cocaina veniva nascosta nei tacchi delle scarpe o all’interno delle fodere di valigie o cappotti e portata fuori dal paese dai “mulas” (persone pagate per trasportare le droghe all'estero). I cartelli acquistavano la pasta di cocaina in Bolivia e in Perù e la raffinavano in laboratori clandestini per poi distribuirla negli Stati Uniti, soprattutto attraverso la Florida. 
Un mercato redditizio che secondo molte organizzazioni internazionali è pressoché l'attività economica principale del Paese.
E allora, la decisione di legalizzare la cannabis per scopi esclusivamente terapeutici è forse soltanto l'ultima resa di fronte all'oggettiva difficoltà di combattere un mercato troppo fiorente, utilizzando come pretesto la salute delle persone per rendere di fatto legale ciò che sfama gran parte della popolazione?
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