La Contessa di Castiglione come Moana Pozzi, Nicole e Ruby?

23 febbraio 2013 ore 9:09, Marta Moriconi
La Contessa di Castiglione come Moana Pozzi, Nicole e Ruby?
Le Nicole di oggi hanno molto da imparare dalla Contessa di Castiglione. Anche lei al centro del gossip e delle chiacchiere del tempo. Ma la signora in questione era una nobildonna. Di nome più che di fatto. Di una bellezza sconvolgente, grande vanitosa, fu definita la “statua di carne” dalla principessa di Metternich. Invidiata, certo, per quel suo essere sempre al centro dell’attenzione soprattutto maschile, soprattutto di uomini di potere
. Quasi 17enne nel  1854, “Nicchia” (Massimo d’Azeglio dicono la chiamasse così) divenne la contessa di Castiglione, andando in sposa al conte Francesco Verasis di Castiglione Tinella e di Costigliole d’Asti. Cugino indovinate di chi? Di Cavour. Che “stimandola” e ammirandone il suo stile ammaliante la scelse per una missione di Stato dicendole  “usate tutti i mezzi che vi pare, ma riuscite”. A fare cosa? Ad irretire Napoleone III anche grazie al suo caratterino, fiero, franco ed emancipato. Obiettivo: indurlo a sostenere la causa dell’indipendenza italiana. Mandanti: i servizi segreti del Conte di Cavour.  D’altronde l’utilizzo delle arti amatorie femminili si è rinnovato nelle forme più che nei contenuti. E' di pochi giorni fa la notizia che Moana Pozzi, la pornostar più amata dagli italiani, fosse in realtà una spia al servizio del Kgb  e che non sarebbe affatto morta a Lione il 15 settembre 1994, ma alcuni mesi più tardi, “aiutata” con il polonio. Figurarsi stupirsi di una Contessa spregiudicata che ha cornificato il marito disposto ad ignorarne i tradimenti e ad assecondarne i costosi capricci, fino alla separazione legale.  Il gioco dell’amore gioca brutta scherzi.
La Contessa di Castiglione come Moana Pozzi, Nicole e Ruby?
Altra caratteristica “moderna” è che la Contessa era adorata dagli uomini, quanto odiata dalle donne. Eugenia Montijno, consorte di Napoleone, ovviamente, era la sua prima nemica. E qui un parallelismo con Veronica Lario è d’obbligo. Anche se oggi vige il politically chic, cioè si pensa il peggio, ma si dice bene di tutti,  Veronica non nascose invece il suo sdegno per il «ciarpame senza pudore» che ronzava intorno a Berlusconi. E ancora dichiarò a mezzo stampa: «Quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti» Fatto sta che la Contessina riuscì nella delicata e “romantica” missione di Stato che le era stata affidata. E forse anche Nicole, Ruby, Noemi e tante altre politiche d’acciaio fuori, molto calienti dentro, hanno raggiunto le mete che si erano prefissate.
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