La verità su Giulio Regeni. L'Egitto promette ma faremo da soli?

23 febbraio 2016 ore 9:15, Andrea Barcariol
La morte di Giulio Regeni è ancora avvolta dal mistero. Un mistero lontano dall'essere svelato nonostante dall'Egitto continuino ad arrivare promesse e rassicurazioni. "Una delle nostre priorità attuali è svelare le ambiguità sull'incidente di Regeni. Molti sforzi sono in atto per arrestare i responsabili" ha dichiarato il ministro egiziano dell'Interno, Magdi Abdel Ghaffar, nel corso di una conferenza stampa al Cairo (trasmessa in diretta dalla tv di stato egiziana) spiegando che le autorità egiziane stanno trattando il caso con la "massima attenzione" per due motivi: "le relazioni con l'Italia, e perché non escludiamo un'azione terroristica o criminale senza che venga individuato un responsabile". Un lavoro svolto in collaborazione con gli investigatori italiani giunti subito al Cairo per fare luce sull'omicidio. "Noi informiamo una squadra d'azione della polizia italiana di tutti gli sforzi che stiamo facendo per arrestare gli autori dell'assassinio. C'è una forte intesa con loro perché mettano al corrente della situazione il governo italiano" ha sottolineato Magdi Abdel Ghaffar.

La verità su Giulio Regeni. L'Egitto promette ma faremo da soli?
Nella conferenza stampa il primo ministro Sherif Ismail ha anche annunciato nuove misure legislative che saranno decise per regolamentare i rapporti tra la polizia e i cittadini. "L'obiettivo è quello di proteggere i diritti e la dignità dei cittadini". Tre giorni fa il presidente, Abdel Fattah El Sisi, aveva chiesto che entro 15 giorni siano presentate al Parlamento nuove norme con pene più severe da applicare a poliziotti che si rendano responsabili di maltrattamenti contro i cittadini. Il ministro Ghaffar ha infine affermato con decisione che "il 90% dei sottufficiali è composto da persone oneste". Un appello a coloro che stanno indagando è arrivato anche dalla famiglia di Giulio Regeni che è tornata dall'Egitto insieme alla salma del giovane ricercatore. "Abbiamo molta fiducia nelle nostre forze di polizia, nel pm Sergio Colaiocco. Che i nostri investigatori al Cairo ritornino in Italia solo quando sarà stata fatta completa chiarezza".
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