Assad con Putin si riprende la Siria. Arabia Saudita e alleati pronti alla terza guerra mondiale?

23 febbraio 2016 ore 10:17, Luca Lippi
Occhi puntati sulla Siria e intorno ai suoi confini, la cronaca dei movimenti e delle dichiarazioni fanno pensare ci sia un accerchiamento pronto a fagocitare l’avanzata dell’esercito siriano che con l’aiuto dell’alleato russo si sta riprendendo il territorio, Putin da parte sua punta il dito in segno di avvertimento allo scopo di arrestare ogni iniziativa in grado di provocare una reazione sanguinosa per tutti.

Assad con Putin si riprende la Siria. Arabia Saudita e alleati pronti alla terza guerra mondiale?
Che succede in Siria: in Siria si sta monitorando una fuga “composta” dei terroristi jihadisti, e cercano altri paesi dove ricollocarsi. Leggiamo dal giornale libanese Al Manar che centinaia di terroristi e mercenari hanno iniziato ad abbandonare il territorio siriano alla ricerca di altri paesi dove ricollocarsi. Un gran numero di questi è riuscito ad entrare in Giordania ed altri in Turchia per sottrarsi all’avanzata delle forze dell’Esercito siriano. Vari leaders dell’ISIS  sono  riparati  in  Libia, dove sperano di  trovare un ambiente amico (sempre fonte Al Manar), Abu Bakr al Bagdadi si sarebbe trasferito dalla Turchia, dove era rimasto ricoverato in ospedale a causa delle ferite ricevute nel corso di un attacco aereo in Iraq, nella città di Sirte.
Fonti libiche hanno riferito all’agenzia che al Bagdadi si trova ora nella città di Sirte,  una città che si trova sotto il controllo dei gruppi takfiri dopo l’intervento della Nato che rovesciò il leader libico Gheddafi nel 2011.
I terroristi giordani sono rientrati in Giordania e sono sotto stretto controllo dei servizi di sicurezza, che temono i loro ritorno ma che operano con cautela perché non vogliono scontrarsi apertamente con le tribù a cui appartengono. La fuga dei terroristi della Siria e la loro sconfitta, di fronte agli attacchi dell’Esercito siriano e dei suoi alleati, presuppone un duro colpo per i regimi turco, saudita e del Qatar, tanto che adesso i sostenitori di questi gruppi terroristi in Siria e nella regione temono il loro possibile collasso rischiando di mandare in fumo denaro, armi ed equipaggiamenti forniti loro nel corso di più di quattro anni.

Accerchiamento della Siria da parte della Siria e alleati: uno schieramento senza precedenti si sta radunando nel nord dell'Arabia Saudita, 350 mila soldati, provenienti da almeno 21 paesi arabi che hanno firmato un patto lo scorso dicembre per "combattere il terrorismo", tra cui quelli che si affacciano sul Golfo Persiano (gli Emirati), l'Egitto, il Sudan e il Pakistan, stanno per addensarsi nell'area saudita di Hafer al-Batin, cui si aggiungeranno 2.540 aerei da guerra, 20.000 carri armati e 460 elicotteri, per una 18 giorni di manovre continuative che non ha precedenti nella storia. Le manovre giungono dopo le dichiarazioni dei regnanti sauditi sulla loro adesione a qualunque operazione di invasione di terra della Siria condotta dai membri della NATO.
Adel al-Jubeir, ha dichiarato martedì scorso che la proposta di inviare truppe di terra in Siria è stata approvata da Washington, e per la precisione dal Dipartimento di Stato, ovvero dal segretario di Stato John Kerry, che l'ha accolta definendola "naturale". Pavel Krasheninnikov (parlamentare della Duma) ha mandato un messaggio forte e chiaro all'Arabia Saudita: "Qualunque operazione militare di terra in Siria senza il consenso di Damasco, sarà considerata una dichiarazione di guerra". Alle parole di Krasheninnikov si aggiungono quelle del primo ministro russo, Dmitry Medvedev, al giornale tedesco Handelsblatt, che commenta le esercitazioni dell’Arabia Saudita così: "tutte le parti devono obbligarsi a sedere al tavolo dei negoziati, invece di scatenare un'altra guerra sulla Terra. Qualunque tipo di operazioni di terra porta ad una guerra permanente. Guardate cosa è successo in Afghanistan e in molte altre zone. E non sto nemmeno a parlarvi della povera Libia. Gli americani e i nostri partner arabi devono pensarci bene: vogliono davvero una guerra permanente? Pensano sul serio che potrebbero vincerla rapidamente? È impossibile, specialmente nel mondo arabo, dove tutti combattono contro tutti”.
E’ probabile che Putin decida di contrastare l'invasione di terra della Siria condotta dall'Arabia Saudita, con i 20.000 carrarmati predisposti sul fronte. Mosca ha del resto appena ricordato che i lanciamissili russi possono esser equipaggiati con testate nucleari, augurandosi che non ci fosse bisogno di usarli, ed è di questi giorni la notizia che la Russia e l'India hanno raggiunto un accordo per esportare ai loro alleati la tecnologia dei missili supersonici a corto raggio BrahMos, in grado di essere teleguidati e lanciati da sommergibili, da aerei, da navi o da postazioni al suolo.
Non appena le truppe di terra guidate dall'Arabia Saudita invaderanno la Siria, i missili russi S-300 e S-400 (quest'ultimo il sistema anti-aereo probabilmente più sofisticato al mondo) inizieranno ad abbattere i 2.450 velivoli militari Nato e i 460 elicotteri, ma l'unica soluzione per disfarsi delle truppe di terra e dei 20.000 carri armati saranno le armi nucleari tattiche. Questo darà l'innesco all'escalation, che ai cittadini dei paesi membri della Nato verrà presentata più o meno così: "I russi, guidati da Putin, hanno attaccato i nostri alleati con armi nucleari: non abbiamo altra soluzione che invadere la Siria".

In conclusione, questo scenario è talmente devastante che in apparenza sembra il diversivo per distrarre l’attenzione da uno scenario assai più devastante, il debito globale che sta mandando in crisi le banche statunitensi e poi quelle europee soprattutto per colpa della Deutsche Bank che con 50 mila miliardi di titoli derivati che si porta dietro, venti volte il Pil della Germania, travolgerà a catena le altre banche, una guerra nucleare leggermente depotenziata potrebbe certamente rappresentare una strategia diversiva per contenere la reazione dei risparmiatori al dissolversi dei loro conti correnti. Nulla osta che siano tutti d’accordo, ma anche no! 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]