Romina Carrisi senza veli ma solo per la poesia: oggi canta l'amore, ieri Dio e i bambini

23 febbraio 2016 ore 10:24, Lucia Bigozzi
Un debutto, non tanto e non solo artistico bensì intimo, privato, familiare. Così Romina Carrisi parla di sé, dei genitori e della loro ritrovata sintonia professionale e artistica. Lo fa in un’intervista a tutto tondo a Tgcom24 e l’impatto è sicuramente intenso, anche perché la figlia di Al Bano e Romina non si è mai messa davanti a una telecamera a parlare, a dire. No, lei ha un carattere schivo, riservato e la sua vena artistica l’ha trovata nella poesia, che poi è una forma d’arte molto intima. Poesia che ora è diventata un volume di scritti, pensieri, riflessioni dal titolo “Se solo fossimo altrove”. Dalla passione per la scrittura all’amore passando dalla curiosità per gli sketch comici, il piacere di ridere e sorridere: insomma, un caleidoscopio di sensazioni che rivelano quello che Romina Carrisi definisce “la voglia di esprimere la mia anima e di non volermi più nascondere dietro a chi non sono”. Per lei, la poesia è un modo per entrare dentro di me, il mio vissuto, la mia immaginazione e il mio cuore. Ho iniziato molto piccola a scrivere le prime storie. Alcune erano indirizzate a Dio altre ai bambini. Nessuno dei due mi ha ancora risposto (pausa e sorrisi, durante l’intervista”. Spiega che l’ispirazione la trova “da un impulso, quasi sessuale tra la mano, il mio vissuto e anche tanta immaginazione” e le parole “escono fluide. Posso essere su un taxi o per strada e le scrivo di getto, poi le vesto, le pulisco e le metto la mondo”. 

Romina Carrisi senza veli ma solo per la poesia: oggi canta l'amore, ieri Dio e i bambini
La vena intimista dell’artista incrocia il filo di una storia di amore: “Il titolo nasce proprio da lì. Parlo di un amore a senso unico, del mio ex che non voleva stare con me anche se io ero innamorata pazza”. E dopo “tanti appuntamenti inutili con dei ragazzi americani, uno peggio dell'altro, volevo ironizzare sulla mia situazione sentimentale difficile. Ho cercato di trasformare le cose negative in positive. Ora c'è un progetto di trasformare gli sketch in una serie tv, stile Camera Cafè...”. Infine torna a parlare dei genitori e rileva come il loro rapporto si sia trasformato. Lo fa capire quando dice: “C’è stato un periodo dopo la rottura dei miei genitori in cui mi sentivo figlia unica vivendo solo con mia madre. Questa riappacificazione ci ha fatti ritrovare. Pensa che in Canada, dopo un concerto, eravamo tutti i figli insieme seduti intorno a un tavolo, tutti armonici, in un momento di completa normalità... Ed è stato bello”.  


autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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