Grazie al made in China tracciato il genoma del virus Zika, ma i tempi?

23 febbraio 2016 ore 15:17, Andrea De Angelis
Ci siamo, un primo, grande risultato è stato raggiunto. Il merito è della Cina che grazie agli sforzi mostrati dai suoi scienziati e dallo Stato è riuscita a tracciare la sequenza del genoma del virus Zika

Gli scienziati cinesi ci sono riusciti lavorando sul primo caso importato e gettando le basi per la prevenzione e la diagnosi. Il successo, riporta l'agenzia Nuova Cina, è frutto degli sforzi del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie e del centro della provincia di Jiangxi.
Il primo caso di Zika rilevato in Cina risale al 9 febbraio, quando un uomo di 34 anni della provincia di Jiangxi sviluppò febbre, mal di testa e vertigini il 28 gennaio in un viaggio in Venezuela prima del rientro in patria del 5 febbraio via Hong Kong e Shenzhen. Attualmente, l'uomo ha recuperato ed è stato dimesso dall'ospedale dove era stato ricoverato d'urgenza. Il risultato del lavoro degli scienziati cinesi consente di comprendere le mutazioni del virus e lo sviluppo di batteri e reagenti per rilevare e contrastare la malattia.
Non c'è comunque troppo da festeggiare perché, nonostante questo importante e fondamentale risultato ottenuto, i tempi continuano ad essere decisamente lunghi. 
Grazie al made in China tracciato il genoma del virus Zika, ma i tempi?
Appena dieci giorni fa, infatti, l'Organizzazione mondiale della sanità avvisava che si dovrà attendere almeno 18 mesi per le sperimentazioni su larga scala di possibili vaccini contro il virus Zika. Una situazione preoccupante davanti alla quale la presidente brasiliana Dilma Rousseff ha chiesto aiuto alle chiese del Paese affinché coinvolgano attivamente i fedeli nella lotta contro la zanzara Aedes aegypti. La conferma del terzo decesso è giunta dal ministero della Sanità brasiliano. Si tratta di una paziente di 20 anni, ricoverata per problemi respiratori l'11 aprile 2015 nell'ospedale Giselda Trigueiro a Natal, capitale del Rio Grande, e deceduta 12 giorni dopo. Il caso, inizialmente considerato dengue, è stato portato all'attenzione dell'Oms.
Le morti di adulti registrate in Brasile sono le prime al mondo, ricordano i media locali. Il primo paziente ucciso dal virus Zika è stato un uomo del Maranhao, nel nord-est del Paese, e il risultato ufficiale è stato divulgato lo scorso novembre. Il secondo caso confermato è avvenuto lo scorso ottobre e ha riguardato una ragazza.

Gli Stati Uniti, lo ricordiamo, ad inizio febbraio hanno innalzato a 'livello 1' l'emergenza per il virus Zika. Si tratta della prima volta dalla crisi del virus Ebola. Gli atleti americani preoccupati per la loro salute a causa del virus dovrebbero, intanto, prendere in considerazione la rinuncia a partecipare alle Olimpiadi di Rio. Ad affermarlo - secondo quanto riportano alcuni media Usa - i vertici del Comitato olimpico statunitense, nel corso di una conference call con i responsabili di tutte le federazioni sportive.


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