Cala che ti passa: gli obesi stanno meglio perdendo già il 5% del peso

23 febbraio 2016 ore 11:31, Andrea De Angelis
Fateci caso. Spesso le diete più pubblicizzare promettono di perdere dieci o più chili in poche settimane. Annunci eclatanti, neanche fossero quelli tipici di ogni campagna elettorale. Specialmente in primavera poi, quando la prova costume si avvicina, le offerte si moltiplicano. Ma c'è un doppio errore: da un lato non è l'aspetto esteriore a dover preoccuparci quanto le condizioni di salute, dall'altro per migliorare basta impegnarsi e stabilire obiettivi ragionevoli. Fosse anche "solo" quello di diminuire del 5% il proprio peso. Detto così sembra poco, ma pensateci un attimo: per un uomo alto 1,75 metri e che pesa 85 kg (dunque circa 10 chili sopra il peso forma) perdere il 5% del proprio peso significherebbe avvicinarsi agli 80 chili, dunque quasi dimezzare il suo eccesso di chili. Un traguardo non eccezionale, ma sicuramente importante. Che potrebbe rivelarsi decisivo. 

Perdere il 5 per cento dei chili in eccesso è relativamente fattibile ma in chi è obeso basta già a migliorare i parametri di rischio cardiovascolare e metabolico. Lo ha appena dimostrato una ricerca pubblicata su Cell Metabolism che ha confrontato gli effetti di un dimagrimento più o meno accentuato su glicemia e insulino-resistenza.
L'indagine, condotta da ricercatori dell'Università di Washington, ha coinvolto quaranta volontari obesi che sono stati suddivisi in gruppi per mantenere il loro peso oppure perderne il 5, il 10 o il 15 per cento attraverso una dieta ipocalorica. "Ci sono stati molti studi che hanno valutato gli effetti del dimagrimento su parametri metabolici e cardiovascolari, ma finora non si sono mai distinte le conseguenze di una diminuzione di peso più o meno consistente - spiega Samuel Klein, coordinatore dell'indagine, come riportato da Corriere.it -. I nostri dati mostrano che già perdendo il 5 per cento del peso la funzionalità delle cellule pancreatiche che producono insulina migliora, così come la sensibilità all'ormone da parte dei tessuti. Tutti i volontari avevano già un'aumentata resistenza all'insulina, anticamera del diabete di tipo due: un esito come quello registrato perdendo relativamente pochi chili può già fare la differenza". 

Cala che ti passa: gli obesi stanno meglio perdendo già il 5% del peso
Ma qual è la situazione in Italia? Secondo il rapporto Osservasalute 2013, che fa riferimento ai risultati dell’Indagine Multiscopo dell’Istat emerge che, in Italia, nel 2012, più di un terzo della popolazione adulta (35,6%) è in sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa (10,4%). Come negli anni precedenti, le differenze sul territorio confermano un gap Nord-Sud in cui le Regioni meridionali presentano la prevalenza più alta di persone obese (Puglia 12,9% e Molise 13,5%) e in sovrappeso (Basilicata 39,9% e Campania 41,1%) rispetto a quelle settentrionali (obese: Liguria 6,9% e PA di Bolzano 7,5%; sovrappeso: Liguria 32,3% e PA di Bolzano 32,5%).
La percentuale di popolazione in eccesso ponderale cresce all’aumentare dell’età e, in particolare, il sovrappeso passa dal 15,8% della fascia di età 18-24 anni al 45,8% tra i 65-74 anni, mentre l’obesità dal 2,8% al 15,9% per le stesse fasce di età. Nelle età più avanzate il valore diminuisce lievemente (sovrappeso 42,5% ed obesità 13,2% nelle persone over 75) rispetto alla fascia di età precedente. Inoltre, la condizione di eccesso ponderale è più diffusa tra gli uomini rispetto alle donne (sovrappeso: 44,2% vs 27,6%; obesità: 11,3% vs 9,5%).
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