Unioni civili, Fusaro: "Partiti senza valori, compresa Cirinnà. Non resta che il referendum"

23 febbraio 2016 ore 12:24, Andrea De Angelis
La comunità Lgbt attacca il Pd dopo aver criticato il comportamento del Movimento 5 Stelle il quale però senza canguro si dice pronto a votare il testo originale del ddl Cirinnà. Intanto l'elettorato si interroga su quali siano i valori delle diverse forze politiche, da Alfano a Renzi passando ovviamente per tutti gli altri partiti. IntelligoNews ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro, il quale ha anche continuato la sua "critica alle idee" con Mario Adinolfi, dopo il botta e risposta di ieri tra i due...

La comunità Lgbt insorge contro la Cirinnà, dal Pd invece rispondono che è un buon compromesso. Insomma, i valori ormai sono vendibili sul tavolo del compromesso politico? La politica va oltre i valori di un determinato partito, c'è un qualcosa di machiavellico in questo?
"Nessun partito ha più grandi valori e grandi ideali, non sono più divisi per questo. Oggi cercano soprattutto di drenare consensi e voti e quindi vanno dove pensano di poter attingere di più. Non mi stupisco di questa vicenda che stiamo vivendo". 

Anche la richiesta del voto segreto dimostra che non c'è più il coraggio di dire 'io voto così perché è quello in cui crede il mio partito'?
"Certamente, c'è una tale viltà generalizzata che si manifesta anche in queste forme". 

Come fare allora?
"Basterebbe interpellare il popolo italiano come già si fece con l'aborto e con il divorzio. Solo che non lo interpellano perché devono rispondere ad altri dettami dall'Unione Europea o chissà da quali altri forze che vanno in una direzione ben precisa, quella cioè di favorire il capitale".

Il fatto che insorga la comunità Lgbt perché vuole la stepchild adoption dimostra che le adozioni erano un vero obiettivo? Una volontà finalmente esplicitata?
"Mi pare che la stiano esplicitando fortemente. Sulle adozioni bisogna discutere seriamente, non è una cosa che si può fare a cuor leggero. Ha un bambino il diritto ad avere un padre e una madre? Questa è la domanda filosofica da porsi, non è un oggetto comprabile dal consumatore senza alcune limitazioni". 

Chiedersi cioè se un bambino sia un diritto o un dovere, rispettivamente per chi e da parte di chi?
"Esattamente, il punto è questo". 

So che vorrebbe rispondere ad Adinolfi che ieri ha parlato di alcuni suoi tic linguistici, ricordandole che la realtà non si interpreta con le categorie del XIX secolo. Come replica? 
"Adinolfi difende la famiglia e i bambini, ma accetta pienamente il mondo del capitale, dell'Unione Europea e del mercato che è quello che porta alla disgregazione della famiglia e alla riduzione dei bambini a merce. In pratica lui critica gli effetti e idolatra le cause. Il fatto che la famiglia sia in fase di disgregazione e i bambini divengano merce non è casuale come pensa Adinolfi, è l'esito della società di mercato che lui difende facendone l'elogio dai talk show in cui vive. Per la contraddizione che non consente, se tieni le cause è ovvio che avrai anche gli effetti. Mi fanno quindi molta tenerezza quelli del Family Day, non hanno capito che il problema principale è l'economia di mercato. Capisco che c'è molta gente semplice che non ha gli strumenti per capire, ma finché si affideranno a leader che sono a favore del mercato non se ne uscirà. Nulla di personale con Adinolfi, è una critica alle idee". 



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