Addio stepchild, Crepet: "Non siamo l'Islanda. Qui tutto o niente non si fa sugli esseri umani"

23 febbraio 2016 ore 12:20, Lucia Bigozzi
“Lo stralcio della stepchild? Meglio tardi che mai. Questa cosa del tutto o niente non si fa sugli esseri umani. Se il problema è tutelare l’un per cento dei problemi delle coppie omosessuali e non il 99 per cento, che lo dicano apertamente e spieghino cosa c’è dietro”. Non ci gira intorno Paolo Crepet, psichiatra, che nella conversazione con Intelligonews legge in controluce le polemiche social che agitano il dibattito politico e non solo, dopo la mossa di Renzi. 

Dopo tanto dibattere e tanti contributi importanti anche sul piano tecnico, comprese le sue riflessioni, il governo mette in campo il maxiemendamento sul ddl Cirinnà è e stralcia la stepchild adoption. Che segnale e?

«Meglio tardi che mai; penso che a scatola chiusa si compra solo Arrigoni… (sorride, ndr). Questa cosa del o tutto o niente si fa con altre cose, non si fa sugli esseri umani. Sono soddisfatto per il fatto che in questo Paese si faccia una legge in cui le unioni civili eterosessuali, omosessuali, bisex, trisex, siano tutelate in termini di pensione, legittimità per l’accesso alle case popolari e via dicendo. Questa è la cosa fondamentale sul versante dei diritti che l’Europa ci chiede, non è altro. Sulla stepchild adoption ricordo che anche in Francia c’è una discussione, quindi credo che sia un tema sul quale occorre ragionare perché come in tutte le cose ci sono i pro e i contro. Faccio un esempio così sono più chiaro…».

Prego. 

«Se due omosessuali fanno un bambino pagando 130-140 mila euro in America, poi tornano in Italia e poi come succede a tutti noi, a tutti gli esseri umani, si lasciano che succede al bambino? Questo bambino avrà quattro padri o quattro madri. Domando: non saranno un po’ troppi? ».

Sui social molti esponenti della comunità Lgbt hanno twittato critiche durissime alla senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria della legge, accusandola di “tradimento” per aver accettato lo stralcio della stepchild. Significa che il vero punto era l’adozione e non l’unione tra coppie dello stesso sesso? 

«Se è così, perché non l’hanno dichiarato subito? Se il problema è tutelare l’un per cento dei problemi delle coppie omosessuali e non il 99 per cento, che lo dicano apertamente, che lo spieghino pubblicamente. Però, ci devono dire il motivo; devono dire cosa c’è dietro, perché a me non la raccontano... non raccontano che tutto questo casino l’hanno fatto per lo 0,5 per cento dei problemi degli italiani. E se questo fosse, che lo dicano una volta per tutte così capiamo. Siamo nell’era capitalista e questo è un dato che può contenere elementi di valutazione, ma anziché farmi ricorrere alla mia fervida fantasia, che lo spieghino loro. Io ho alcune mie idee ma si fa prima se ce lo spiegano loro. Io dico che c’è una cosa che non torna…».

Quale?

«Non torna questa cosa che un governo deve cadere, che in parlamento deve succedere chissà quale cataclisma per questo problema qua di comprare un bambino per 130-140 mila euro, fonte L’Espresso. Allora, mi si spieghi. C’è così tanta gente in Italia pronta a fare un mutuo e a spendere questa cifra per fare una cosa del genere? Siamo sicuri?».

Come analizza lo stato d’animo della comunità Lgbt in queste ore? Forse è stato messo davanti a tutti la pretesa di realizzare un desiderio che in quanto tale non può essere un diritto?

«Io vorrei essere chiaro: rispetto i desideri, le aspettative e tutto quello che anima il movimento omosessuale oggi; anche se non credo all’unisono perché so che ci sono all’interno posizioni e sensibilità diverse, come è ovvio e naturale che sia. Allora, non capisco perché si debba dare unico ascolto alla frangia più estrema, qualcuno me lo spieghi. Un governo, non fa così. Siamo in Italia, non in Islanda, e si devono fare i conti con una sensibilità del Paese, con la sua cultura, col fatto che il Vaticano ha sede qui e non in Islanda. Sono dei limiti dell’operare in Italia e lo dico da laico col massimo rispetto per quello che c’è Oltre Tevere, ma non si può non considerare tutto questo. La politica non la faccio e non mi interessa perché è mediazione e a me la mediazione non piace tanto, ma detto questo capisco che Renzi deve mediare, deve portare a casa un risultato stralciando la stepchild adoption. E quindi si stralcia… abbiamo stralciato tanto di quelle cose in Italia che non sarà certo questo stralcetto a farla crollare»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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