Lavoro: evasione per 600mln dietro al fenomeno del “caporalato”, ma non è tutto

23 febbraio 2016 ore 13:02, Luca Lippi
Ci si comincia a chiedere come faccia la gente a sopravvivere quotidianamente e soprattutto come riescano i migranti a sopravvivere in un Paese come il nostro dove il precariato assume forme sempre più preoccupanti che utili. Tolte le forme di criminalità organizzata che all’interno delle problematiche del mercato del lavoro trovano terreno fertile, ci sono forme di illegalità diffuse che utilizzano la crisi di lavoro per sfruttarne a loro vantaggio la manodopera a danno del fisco e quindi della collettività, tuttavia non è un fenomeno nuovo, semplicemente più marcato.

Lavoro: evasione per 600mln dietro al fenomeno del “caporalato”, ma non è tutto
A tale proposito, uno studio di The European House-Ambrosetti su dati Flai Cgil relativi al 2015 rileva che in Italia lavorano 400mila persone, per l’80% straniere, a meno di 2,5 euro l’ora e per dodici ore al giorno. È un fenomeno che riguarda principalmente i distretti agricoli, ma non è improbabile (piuttosto il contrario) che il fenomeno riguardi anche il manifatturiero forse anche in dimensioni maggiori.
Parliamo di caporalato ovviamente, e si rileva nel rapporto che i distretti agricoli individuati sono oltre 80 dove si pratica regolarmente l’utilizzo di manodopera in condizioni indecenti di grave sfruttamento. A questo si aggiunge ovviamente il fenomeno dell’impiego di questa manodopera “in nero” stimando un ammanco per le casse dello stato di circa 600 milioni di euro l’anno.
All’interno di questo fenomeno si configurano diversi reati contro la persona spesso sottaciuti al rigore dei numeri. 
Il 74% lavoratori impiegati sotto i caporali è malato e presenta disturbi che all’inizio della stagionalità non si erano manifestati. Le malattie riscontrate sarebbero generalmente curabili con una semplice terapia antibiotica, tuttavia i lavoratori sono portati a sottovalutare ogni forma di cura (in questo modo cronicizzando la patologia) poiché alla scarsa paga oraria non possono permettersi di sottrarre anche le spese mediche dopo che già dal “caporale” sono state sottratte le spese del trasporto di acqua e di cibo oltre l’affitto degli alloggi.
Sì, avete capito bene, le spese di sopravvivenza dei braccianti sono totalmente a carico degli stessi e quindi sono sottratte dal compenso pattuito. E’ ovvio che queste persone devono tagliare su tutto il resto per poter rendere il compenso “adeguato”. Per questo motivo le condizioni di salute spesso sono aggravate dal sovraccarico di lavoro spesso sotto gli agenti naturali del tempo, e sempre più spesso lontano da fonti di ristoro causando anche decessi spesso evitabilissimi. 
C’è da calcolare che la paga giornaliera di questa manodopera è circa la metà di quella stabilità dai contratti regolarmente sottoscritti per il tipo di prestazione, è quindi una forma di lavoro nero che oltrepassa ogni logica di legalità, oltre il reato di evasione che si aggiunge a quello dello sfruttamento, lo scandaloso comportamento dei Caporali si consuma all’interno di una dinamica che potrebbe configurare il reato di omicidio, e dietro tutto questo c’è tutta l’amarezza di un fenomeno che va oltre ogni concepibile malversazione della natura umana.  

autore / Luca Lippi
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