In Siria l'ora del cessate il fuoco: accordo Obama-Putin ma non su Assad

23 febbraio 2016 ore 15:21, Americo Mascarucci
 Il Governo siriano afferma di accettare la proposta russo-americana di cessare il fuoco a partire dalla mezzanotte di sabato 27 febbraio. 
Lo avrebbe annunciato il Ministero degli Esteri di Damasco in un comunicato, specificando tuttavia che le autorità continueranno a combattere non solo contro l'Isis e il Fronte al Nusra ma anche contro gli altri gruppi terroristi (quindi anche contro le milizie delle opposizioni).
Usa e Russia saranno garanti del cessate il fuoco. Lo ribadiscono in un comunicato congiunto Obama e Putin specificando che entrambi si impegneranno a coordinarsi per garantire, monitorare e, se necessario, imporre con la forza il silenzio delle armi. Una posizione talmente risoluta da far pensare che l'accordo sia già in piedi ossia che tutti gli attori in causa siano d'accordo su questa linea. E le parti in causa sono: il regime di Damasco, le milizie dell'opposizione sunnita sostenute dall'Arabia Saudita e della Turchia e i Curdi.
Tuttavia se un accordo di massima può esserci sul cessate il fuoco, appare improbabile che possa esserci su tutto il resto, ossia sul futuro politico del Paese. Il presidente Bashar Al Assad annuncia nuove elezioni alle quali lui stesso parteciperà con l'obiettivo di vincerle nuovamente anche se a differenza del passato saranno forse riconosciuti diritti alle minoranze. 
Una posizione che difficilmente però sarà digerita ad Ankara e a Ryad. Arabia Saudita e Turchia hanno foraggiato l'opposizione siriana, e indirettamente anche l'Isis che almeno inizialmente si era inserita nelle fila delle resistenza, per rompere il legame fra Damasco e Teheran, il cosiddetto fronte sciita chiedendo insistentemente ad Assad di lasciare il potere. Russia e Iran hanno sempre protetto il dittatore fino a far scendere in campo le forze militari per contrastare l'avanzata dell'Isis ma anche quella dei ribelli sunniti. Il regime di Damasco grazie all'aiuto della Russia è riuscito a riprendere il controllo del Paese anche se l'Isis resta tuttora in campo e non intende mollare la presa. 
In Siria l'ora del cessate il fuoco: accordo Obama-Putin ma non su Assad
Resta da capire il ruolo che giocherà l'America. Va bene il cessate al fuoco ma sul futuro politico della Siria si giocherà una partita a scacchi. Perché mantenere Assad al potere significa riaffermare la supremazia russo-iraniana sul Paese a scapito di Arabia Saudita e Turchia che puntano a rafforzare la loro egemonia nel Medioo Oriente assicurando agli Usa un rapporto privilegiato che Assad non è in grado di assicurare loro. E poi c'è il destino dei curdi, bistrattati tanto da Assad che da sauditi e turchi e costretti a fuggire dalle persecuzioni dell'Isis. Per loro si sta pensando al riconoscimento di un'autonomia in chiave federalista in alcune regioni della Siria, ipotesi che tuttavia non piace alla Turchia che teme di veder avanzate analoghe rivendicazioni all'interno. 
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