Zuckerberg posta foto simbolo della realtà virtuale, il web si divide: diventeremo robot?

23 febbraio 2016 ore 16:02, Americo Mascarucci
Il co-fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha partecipato al Mobile World Congress a Barcellona dove ha parlato di realtà virtuale; "Sono felice quando sento parlare di 5G, internet ultraveloce e oggetti connessi - ha spiegato - Ma spero che oltre a migliorare le connessioni dei paesi più ricchi ci ricorderemo di quei quattro miliardi di persone che oggi, nel 2016, non hanno accesso a internet. Una vera follia". 
Il patron di Facebook ha postato sul suo social una foto simbolo dell'era virtuale, che è stata scattata proprio al momento del suo arrivo a Barcellona. La presenza di Zuckerberg era attesa per lunedì ma "mister Facebook" ha voluto anticipare i tempi e così è arrivato quando nessuno lo aspettava e cogliendo tutti di sorpresa. 
Dicevamo della foto che sta spopolando sui social. Si vede  una folla di persone che munita di occhiali si immerge nella realtà virtuale mentre il fondatore di Facebook cammina tra di loro senza essere nemmeno visto.  "La Virtual Reality cambierà il modo in cui comunichiamo. Abbiamo avuto il testo, le fotografie, i video: non è questa la fine della linea" per Zuckerberg che sta studiando la possibilità di realizzare droni per raggiungere le zone rurali oltre ad aerei ad energia solare e ad un satellite da lanciare per coprire l'Africa.e garantire quindi l'internet a tutti. 
I commenti alla foto postata su Facebook in poco tempo sono arrivati a 8.500, senza prendere in considerazione quelli di altre piattaforme. I commenti sono molto diversi fra loro ma tanti sono improntati ad un senso di sfiducia nel vedere un mondo sempre più "robotizzato" più simile ad un film di fantascienza che alla realtà. Il timore è che la tecnologia, da strumento al servizio dell'umanità per migliorare il sistema delle comunicazioni, abbattere le frontiere e migliorare l'efficienza delle prestazioni, finisca con lo schiavizzare l'uomo fino ad annullarne la personalità, rendendo l'individuo un prodotto virtuale, una nuova macchina teleguidata come un qualsiasi apparecchio di ultima generazione. 
Una società di automi dove gli unici immuni saranno quelli che la tecnologia la producono.
Zuckerberg posta foto simbolo della realtà virtuale, il web si divide: diventeremo robot?
Perché essere social va bene ma a nessuno piace di ritrovarsi come il celebre personaggio di Alberto Sordi nel film "Io e Caterina" dove il robot, anziché essere teleguidato dall'uomo, finiva con l'imporre all'uomo le sue regole, privandolo dei suoi spazi, della sua libertà, dei suoi desideri. La tecnologia può portare a questo, a far perdere definitivamente il contatto fra l'uomo e la realtà, quella vera, non quella virtuale talmente immersa in se stessa da ignorare il patron di Facebook che si aggira fra tanti operatori formato robot.

Eppure il senso del discorso di Mark Zuckerberg era incentrato sul fatto che questa nuova tecnologia potrà aiutarci a sentirci ancora più vicini, mettendoci in contatto visivo con le persone care che sono lontane. Alla fine sta comunque all'essere umano dotato di intelletto scegliere se immergersi definitivamente nella virtualità o restare con i piedi ben ancorati nella realtà, usando la tecnologia senza farsi da questa ossessivamente condizionare.
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