Vino, Ue dietrofront sulla liberalizzazione. Coldiretti: "Evitato scippo da 3 miliardi di euro"

23 febbraio 2016 ore 22:09, Andrea Barcariol
Per una volta dall'Ue arriva una buona notizia. Sembra infatti che la Commissione europea sia pronta a fare marcia indietro sulla proposta di liberalizzazione dei nomi dei vitigni fuori dai luoghi di produzione. "Il direttore generale Joost Korte, a seguito delle nostre osservazioni, ha dichiarato che proporrà al commissario per l'Agricoltura Ue Phil Hogan il ritiro dell'atto delegato sul vino - ha spiegato Paolo De Castro, coordinatore per il gruppo S&d della commissione agricoltura dell'Europarlamento. Sarà un importante successo per i nostri produttori, a conferma che il mantenimento dello status quo per la tutela dei vini identitari è l'unica via da perseguire senza modifiche che, in nome di una fantomatica semplificazione, rischierebbero di creare danni irreparabili".  Secondo De Castro "la determinazione dei rappresentanti italiani al Parlamento e al Consiglio Ue inizia a dare i primi positivi risultati".
La notizia è arrivata subito in Italia accolta con entusiasmo dai senatori Pd Leana Pignedoli, Stefano Vaccari e Giorgio Pagliari. "Distretti come quello del Lambrusco hanno un impatto socio economico dirompente, non solo nelle province di Reggio Emilia,  Modena e Parma ma anche a livello nazionale. Il Lambrusco ha fatto una strada ineguagliabile, si è conquistato un posizionamento importante attraverso un processo  di miglioramento di qualità, di organizzazione sia per la valorizzazione di un fattore di competizione dell'Europa vitivinicola nel mondo".
 
Vino, Ue dietrofront sulla liberalizzazione. Coldiretti: 'Evitato scippo da 3 miliardi di euro'
Raccolto l'appello della Coldiretti, da subito in prima fila in questa battaglia contro la liberalizzazione dell'Ue sui i vini made in Italy che valgono 3 miliardi di euro. "Verrebbe sventato il rischio di una pericolosa banalizzazione di alcune tra le più note denominazioni nazionali che si sono affermate sui mercati nazionale ed estero grazie al lavoro dei vitivinicoltori italiani” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “il futuro dell’agricoltura italiana ed Europea dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali che sono state la chiave del successo nel settore del vino dove hanno trovato la massima esaltazione”. “Non è ammissibile consentire l’uso di denominazioni senza un riferimento geografico, basate solo sul nome del vitigno – aveva sottolineato il presidente Coldiretti Forlì Cesena Andrea Ferrini - verrebbe infatti a perdersi la storia e la tradizione che legano il vino al territorio da cui deriva, per questo è necessario venga stralciata la proposta di modifica del regolamento ipotizzata dalla Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione europea”. Una concorrenza sleale che farebbe gola a competitor come la Spagna, proprio nell'anno che ha visto l’Italia sorpassare la Francia e diventare il primo produttore mondiale di vino con un quantitativo di produzione stimato a 48,9 milioni di ettolitri.

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