Caro Francesco ti scrivo... Firmato Giorgia Meloni

23 gennaio 2014 ore 12:09, intelligo

Caro Francesco ti scrivo... Firmato Giorgia Meloni
«Caro Francesco, il quotidiano, immancabile attacco a Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale mi costringe a puntualizzare alcune questioni.

Fin dall'inizio dell'attuale legislatura abbiamo lavorato sull'ambizioso obiettivo di costruire un soggetto politico nel solco della storia di An, confrontandoci anche con realtà organizzate come quella di cui sei leader, ma anche il FLI di Roberto Menia. Volevamo semplicemente dare una mano per rimettere insieme i tasselli di un mosaico, senza pretese e senza esclusioni. Evidentemente, non siamo stati compresi. Altrimenti, non riesco proprio a spiegarmi il perché di tanta, instancabile ostilità da parte tua, che non abbiamo contraccambiato per senso di responsabilità verso il percorso di ricomposizione che stiamo portando avanti. Penso a quando, in occasione dell'anniversario della caduta del Muro di Berlino, abbiamo scelto di rinviare una manifestazione che avevamo programmato da settimane per non farla coincidere con quella che tu avevi deciso di sovrapporle; alla riunione organizzata nel tentativo di lavorare a una mozione con la quale chiedere tutti insieme l’utilizzo del simbolo di Alleanza nazionale alla quale hai risposto con giorni e giorni di insulti e improperi. E mentre ti rivolgevi a noi con la poco edificante accusa di “appropriazione indebita”, davi vita, arbitrariamente, a un movimento che a parole voleva riportare in auge il nostro antico simbolo, ma nei fatti tendeva a bruciarlo facendolo apparire come la scelta di una parte oltretutto minoritaria».

È un passaggio della lettera aperta scritta su facebook dal presidente dei deputati di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni al leader della Destra, Francesco Storace.

«La mia sensazione è che ogni qualvolta si materializzi la possibilità di accorciare le distanze fra di noi, tu faccia del tuo meglio per riallungarle. Invece di lavorare davvero alla costruzione di una destra comune, ti comporti da guardone della destra altrui. Stai lì ad aspettare che facciamo un passo, e qualunque passo facciamo ti metti a demolirlo. E curiosamente, in tutto questo giudicare gli altri, non c’è mai stato spazio per un cenno agli errori commessi in questi anni anche da te, o a una valutazione serena sul responso delle urne. Davvero uno strano modo, il tuo, di cercare un'intesa. Certo meno comprensibile del nostro, che avrà i suoi limiti, per carità, ma ha il pregio della chiarezza e si basa su due semplici regole: nessuna esclusione o preclusione verso chi intenda partecipare al percorso costituente e, al contempo, nessuna rendita di posizione precostituita per alcuno di noi. Significa anche che non c’è nessuna obiezione da parte nostra a una tua proposta di candidatura a qualsiasi competizione elettorale, o alle primarie con le quali fonderemo il nuovo soggetto. Lasciamo che a scegliere tutto, in questo inizio di Terza Repubblica, siano gli italiani, non dirigenti di partiti vecchi e nuovi chiusi dentro una stanza. A questa proposta hai scelto di non rispondere nel merito, preferendo i soliti slogan. E hai ricominciato con le tue continue accuse gratuite e infondate. Ieri hai addirittura adombrato che noi si voglia “andare verso Alfano”. Lo hai fatto nel giorno in cui avevamo aderito all’invito di Giuliana de Medici di incontrarti per fare un altro tentativo a casa di Donna Assunta Almirante. E hai fatto sapere a Giuliana e a Donna Assunta che non sei disponibile all’incontro da loro immaginato», continua Meloni.

«Non capiamo questo tuo “scartare di lato” ogni volta che ti si prospetta la possibilità di una intesa per tornare davvero tutti insieme. A meno che tu non stia cercando di precostituirti un alibi per correre a ingrossare le fila di Forza Italia. Per carità, un approdo legittimo, ma una scelta che sarebbe incomprensibile e che dimostrerebbe che gli appelli continui all’unità che hai fatto in questi mesi erano tutt’altro che sinceri. Non tutto è perduto Francesco. Puoi ancora scegliere di lavorare, con noi, per lasciare un testimone della tua e della nostra storia, invece di limitarti a giudicare gli altri attraverso twitter o accontentarti di una candidatura in un partito che chiaramente non è il tuo.

Facci sapere. Il tempo stringe e anche la pazienza non è infinita», conclude Giorgia Meloni.

 
autore / intelligo
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