Grecia soddisfa Germania e Francia: inesploso l'ordigno esplosivo

23 giugno 2015, Luca Lippi
Grecia soddisfa Germania e Francia: inesploso l'ordigno esplosivo
Che Tsipras abbia messo sul tavolo “la proposta” migliore possibile sembra sia una dato di fatto, è noto da domenica che su quella “proposta” di soluzione si legge uno stop ai prepensionamenti dal 2016, un aumento della “tassa di solidarietà” per i redditi oltre i 30mila euro l’anno e per le società con utili superiori a 500mila euro, una stretta sugli assegni previdenziali più alti e una revisione delle aliquote Iva che si vorrebbe tenere al 6,5%, al 13% e al 23%. Rimarrebbero in ballo anche misure fiscali permanenti pari al 2% del Pil. Inoltre, Atene sarebbe d’accordo con i creditori sull’obiettivo di raggiungere un avanzo primario dell’1%. 

Sempre ieri "la Civetta" aveva avvertito che non sarebbe stato il giorno delle decisioni. Su quella proposta c’è scritto altro e sapremo presto cosa (il Mercato conosce tutto il contenuto e seguiamo le tracce).

Intanto le Borse, soprattutto la loro euforia, è legata all’aumento della liquidità d’emergenza disponibile per le banche elleniche; 1,3 miliardi di euro che si aggiungono agli altri già erogati da Mario Draghi e che oggi raggiungono un totale di 87,2 miliardi. In sostanza ai mercati interessa poco la querelle!

Il gioco dell’Europa è di far passare l’ordigno esplosivo a forma d’innocuo pallone da spiaggia, da un tavolo a un altro cercando di non assumersi alcuna responsabilità. Varoufakis già in tempi non sospetti aveva affermato che ora le decisioni sono responsabilità dell’UE, purtroppo però non si trova più il pallone!

La Merkel, sostanzialmente aperta a concedere un altro anno di sopravvivenza alla Grecia da settimane, si è già tirata fuori dal gioco e parla da Magdeburgo. Domani si riunirà a Bruxelles il gruppo dei ministri delle finanze dell’Eurogruppo per esaminare il documento che ormai conoscono a memoria anche le pietre “del palazzo”.

In sostanza Germania e Francia sono soddisfatte, anche gli altri Paesi “meno coinvolti” sono soddisfatti, e allora cosa significa prendere inutilmente altro tempo? Significa che la questione è a chi “accollare” la responsabilità di tutto questo pasticcio

La Grecia ha fatto moltissimo, e con successo, seguendo la politica del rigore della Merkel molto più e molto meglio di Paesi come l’Italia. Può fare di più, ma non troppo! La Grecia è un microbo in termini di “numeri” all’interno dell’UE. Il problema è che sia la politica dell’UE sia la politica perpetrata dal governo ellenico dal 2010 a oggi è risultata “imprecisa e poco attenta” all’economia interna del Paese, e nessuno intende ammettere colpe. 

La Grecia sta diventando “la cartina di tornasole” dell’UE, e i risultati non sono proprio un gran successo. Di contro Tsipras non può concedere altri spazi all’UE perché teme un’escalation negativa interna provocando elezioni anticipate e problemi di ordine pubblico difficilmente controllabili.

Risultato finale è che la piccola Grecia sta mettendo in difficoltà la grande Europa, e questo non deve essere visibile né possibile. 

E' soprattutto una questione "politica" fra Usa (attraverso il FMI) e Europa. E la Russia sullo sfondo sta guardando, perché la piccola Grecia è un “fante” importante sulla scacchiera geopolitica di Putin, ma questa è un’altra “storia”, o forse “la storia” e noi ne parleremo.    

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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