Aperture Sinodo, Grana: “Tenore opposto a Parolin. Se Renzi fa le nozze gay, la Chiesa dall'altra parte"

23 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Aperture Sinodo, Grana: “Tenore opposto a Parolin. Se Renzi fa le nozze gay, la Chiesa dall'altra parte'
“Accogliere e accompagnare le persone con tendenze omosessuali, ma la Chiesa non dirà mai sì alle nozze gay”. Netto il commento di Francesco Grana, vaticanista de Il Fatto Quotidiano, nella conversazione con Intelligonews sul documento dei vescovi in preparazione al Sinodo del prossimo autunno.

Il passaggio in cui si indica un accompagnamento speciale da parte dei parroci per chi vive in una famiglia con tendenze omosessuali, che tipo di riconoscimento è?

«E’ il riconoscere che ci sono credenti omosessuali e omosessuali non credenti che vanno accolti nella Chiesa. Certamente, per come è formulato il testo, si può dire che è di tenore opposto a quell’affermazione del cardinale Segretario di Stato Parolin, che aveva definito le nozze gay in Irlanda una sconfitta per l’umanità. Non troviamo questa critica così forte nel documento dei vescovi in vista del Sinodo del prossimo autunno»

Che vuol dire questa differenza nella “politica” della Chiesa?

«Non si può nascondere la questione, né far finta di niente. Non di può non vedere che nelle chiese, nelle parrocchie, c’è una larga parte di fedeli ha tendenze omosessuali, tantissimi laici impegnati nella pastorale. Ritengo sia la volta buona che con il Sinodo di ottobre che rappresenta la tappa conclusiva di un percorso durato due anni, si arrivi a soluzioni chiare, perché non esistono cristiani di serie A e di serie B»

Sì ma fino a dove si può spingere questo riconoscimento, questa apertura?

«Se parliamo di nozze gay, è chiusura totale da parte della Chiesa, né si poteva immaginare spiragli o aperture ai matrimoni tra persone dello stesso sesso o a unioni di qualunque altro tipo diverse da quelle della famiglia tradizionale. Ciò che in questo documento verso il Sinodo è importante, è che bisogno avere un’accoglienza particolare anche per le famiglie con tendenze omosessuali. Un padre e una madre che vanno dal sacerdote e vivono come una dramma il fatto che il figlio sia gay, non è certo che devono essere guariti con il loro figlio da quella che in maniera aberrante è stata definita una ‘malattia’. Semmai è l’opposto: è capire che le tendenze omosessuali vanno affrontate e superate in un contesto cristiano ma non sono come il Parkinson o l’Alzheimer… Questa è un’aberrazione nella quale, purtroppo, è caduta la Chiesa anche in tempi recenti. E c’è un’indicazione per i sacerdoti».

A proposito di sacerdoti nel documento vengono considerate ‘inaccettabili’ le pressioni sui religiosi per aprire alle tematiche omosessuali. Qual è il messaggio? C’è una lobby gay che fa pressione sui parroci?

«La lobby gay riguarda più un livello centrale, che ha a che fare coi governi. Si tratta di lobby che vorrebbero una benedizione dalla Chiesa sui matrimoni gay e adozione dei figli. Quella dei vescovi è più una critica più centralistica, che legata ai parroci e al rapporto tra sacerdoti e fedeli. La Chiesa non cambierà mai posizione, né cambierà mai sul suo Magistero. Nessuna lobby gay potrà modificare la linea della Chiesa».
 
Nel documento c’è anche una critica a quei Paesi che introducono leggi a favore delle unioni tra persone dello stesso sesso. E’ un campanellino per Renzi?

«La Chiesa non è favorevole a leggi in questo senso. Se Renzi, come spesso ha annunciato, aprisse questo varco legislativo su un riconoscimento delle unioni gay, certamente la Chiesa italiana si troverebbe dalla parte opposta. I vescovi nel documento dibattono molto sul concetto di famiglia e non ci sarà mai una benedizione della Chiesa nei confronti di quei Paesi che vogliono introdurre una legislazione favorevole alle nozze gay»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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