Sinodo, Miriano: "Ma quali aperture su gay e divorziati, su certi temi si avverte più prudenza"

23 giugno 2015, Marco Guerra
Sinodo, Miriano: 'Ma quali aperture su gay e divorziati, su certi temi si avverte più prudenza'
“Ma quali aperture su gay e divorziati, sui temi sensibili si avverte molta più prudenza”. Rispetto alla grande stampa generalista, Costanza Miriano offre ad IntelligoNews una lettura in controtendenza delle linee che emergono dallo Instrumentum Laboris, presentato oggi in vista del Sinodo per la Famiglia in programma per il prossimo ottobre. Non c’è traccia infatti di tutti i riferimenti alle unioni omosessuali presenti nella relazione intermedia.

Mirano come commenta l’Instrumentum Laboris per il Sinodo di ottobre?

«In primo luogo consentimi di dire che sono allibita di come i colleghi giornalisti stanno riportando i contenuti dell’Instrumentum Laboris per il Sinodo sulla famiglia. Sulle principali testate si parla di apertura a gay e divorziati…ma come lavora questa gente? Eventualmente è vero il contrario, si registra una marcia indietro totale su alcuni temi».

A cosa si riferisce in particolare?

«Nel testo presentato oggi, nei punti 130, 131 e 132 si parla di progetti pastorali per le famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale mentre nella relazione intermedia del Sinodo dello scorso ottobre c’era una considerazione positiva anche di alcune forme di convivenza tra persone dello stesso sesso. Insomma, c’è una bella differenza. Inoltre, ora i vescovi respingono al mittente pressioni in questa materia e giudicano “inaccettabile” che organismi internazionali condizionino aiuti finanziari ai paesi poveri all'introduzione di leggi che istituiscano il 'matrimonio' fra persone dello stesso sesso».

Cambio di rotta anche su questione dei divorziati e risposati?   
     
«Qualche significativa retromarcia si avverte anche su questo tema sebbene venga evidenziata, giustamente, la necessità di togliere la doppia sentenza di nullità e di snellire tutto il processo. Però si parla anche di valutazione onesta di chi si accosta alla comunione vivendo in continenza e viene chiesto ai vescovi di valutare caso per caso, a seconda della situazione personale del divorziato. Quindi i titoli che vedo in questi minuti sulla testate non trovano alcuna giustificazione a meno che monsignor Forte, terminata la conferenza, non abbia detto cose diverse ai giornalisti che lo incalzavano con le domande».

Ma sui divorziati non crede che sia necessaria più misericordia? Anche perché tanti si trovano in questa condizione contro la loro volontà…

«Certamente, per questo si esortano i vescovi a valutare caso per caso sulla base della vicenda personale e a velocizzare i processi di nullità. Tuttavia la comunione non è un adesivo che si attacca durante una festa ma un sacramento. Il cardinale Erdò è stato chiarissimo in conferenza stampa. Posto di fronte a cosa sia meglio tra un uomo sposato che tradisce tutti i giorni e chi onestamente è divorziato da anni, il porporato ha fatto comunque una distinzione tra un adultero e chi ha rotto il matrimonio. L’indissolubilità del matrimonio è un insegnamento di Gesù e il cardinale ha ribadito che la Chiesa “si fida ancora di Gesù”, e ha perciò ricordato che il matrimonio cristiano è talmente esigente che gli apostoli, per seguire Cristo, non si sono sposati».

Secondo lei la piazza del 20 giugno ha influito su questo testo?

«Non credo proprio, mi piacerebbe essere così importante, ma lo Instrumentum Laboris al 20 giugno era sicuramente già tutto preparato. Io non mi sono mai preoccupata delle indicazioni che sarebbero emerse dal lavoro dei presuli. Più che altro, mi sono sempre arrabbiata per le mistificazioni della stampa, usare le parole apertura e chiusura non è nella logica della Chiesa».

Possiamo dire che ci si avvicina al prossimo Sinodo generale ordinario sulla famiglia con qualche con minori perplessità?
 
«Io sono più confortata. Questo testo lo trovo più affine alle mie idee e mi sembra che abbia raccolto le risposte arrivate dal famoso questionario rivolto alle famiglie».

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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