Marino, Prestipino: "Sembra San Sebastiano. Caro Barca, il mio circolo non è da Giorno in Pretura"

23 giugno 2015, Adriano Scianca
Marino, Prestipino: 'Sembra San Sebastiano. Caro Barca, il mio circolo non è da Giorno in Pretura'
"Più che un dibattito politico sembrava 'Un giorno in pretura'. Sembra che la mafia sia nei circoli. Ma nei circoli c'è gente per bene". Patrizia Prestipino, esponente della Direzione nazionale del Pd, non ci sta a finire nel calderone dei cattivi del partito. Il suo circolo, all'Eur, è finito nella lista nera di Barca. Ma per l'ex esponente della Margherita è un problema della cultura politica ex comunista di una parte del partito: "Le fusioni a freddo non funzionano, loro hanno questa idea della sezione del partito vassalla del dirigente di turno".

Tesseramenti fasulli, circoli da commissariare: Prestipino, ma è davvero così terribile la situazione del Pd romano? 

«Il Pd romano è una organizzazione che ha lavorato bene, il problema è l'uso sbagliato che ne è stato fatto da alcuni». 

Anche il suo circolo dell'Eur è finito nel tritacarne: è tra le sezioni che Barca ha messo sulla lista nera... 

«Questo è assurdo: io non ho ruoli di potere. Il nostro è un circolo importante, ma lo è perché l'Eur è storicamente un quartiere di destra. Da noi non abbiamo eletti, non ci sono capibastone. Ma tutto questo lo dimostreremo davanti a Barca, quando ritornerà». 

Orfini ha avuto la scorta, anche questo è un segnale inquietante... 

«Questo mi dispiace, evidentemente ci sono motivi validi, lo avrà deciso la magistratura». 

Sì, ma l'immagine di un commissario del partito che per aprire gli archivi interni finisce sotto scorta non dà una bella immagine del Pd romano... 

«Hanno voluto aprire il vaso di Pandora, ma non si possono fare le liste di proscrizione. Più che un dibattito politico sembrava “Un giorno in pretura”. Voglio dire: se fai un processo all'attività politica va bene. Ma non puoi cominciare a parlare di Mafia capitale in quel contesto... Così sembra che la mafia sia nei circoli. Ma nei circoli c'è gente per bene. È un approccio completamente sbagliato». 

Lei ha parlato di cultura post-comunista, se non sbaglio... 

«Ma sì, loro hanno questa idea della sezione del partito vassalla del dirigente di turno. Ma i circoli non possono diventare il luogo in cui comandano i dalemiani, i bersaniani, i civatiani etc. Nel mio circolo si fa politica vera, litighiamo anche fra di noi, io ho due ragazzi bersaniani. Ma è questa la politica. Invece noi stiamo dando un'idea brutta brutta brutta. È diventato un processo ai circoli». 

Parlando degli ex comunisti nel suo partito lei dice “loro”. Perdoni, ma l'impressione è che la fusione fra le due anime del partito stia subendo una crisi di rigetto... 

«Ma certo, le fusioni a freddo non funzionano. È inutile che cambi nome al partito se non sai fare un passo indietro per fare una fusione vera. Così non si va da nessuna parte. Con Renzi tutti i nodi sono venuti al pettine, anche se pure Matteo ha fatto i suoi errori...». 

E ora Marino che deve fare? 

«Io l'ho detto per la prima volta proprio da IntelligoNews. È sotto gli occhi di tutti che così non si va avanti. Marino sembra San Sebastiano, sta lì a prendere le frecce da tutti (e mi scuso per il paragone irriverente). Marino è una brava persona, non si merita tutto ciò».
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