Addio legge di stabilità, bilancio unico: derivati diventano "voce di spesa"

23 giugno 2016 ore 12:46, Americo Mascarucci
La Camera ha approvato la riforma della legge di Bilancio dello Stato che abroga la legge di Stabilità, incorporandola nel Bilancio stesso. 
I sì sono stati 304, i no 71, e 25 gli astenuti. Il testo va ora al Senato. Si tratta di una legge di iniziativa parlamentare proposta dal presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, e firmata da tutti i gruppi tranne Lega, M5s e Fdi. 
In favore hanno votato i partiti europeisti, Pd, Ap, Fi, Scelta Civica, Si, Des-Cd. 
M5s ha spiegato di aver votato contro perché la legge fa riferimento a quella sul pareggio di bilancio. Si sono invece astenuti Lega, Fdi e i Conservatori. 
Il primo aspetto  riguarda l'unificazione dei due provvedimenti che oggi vengono presentati in autunno: la legge di bilancio e la legge di Stabilità. 
Dalla prossima sessione, esisterà soltanto il primo che segnalerà le poste contabili, affiancate alle norme del governo che "integrano o modificano la legislazione di entrata o di spesa", in sostanza determinano le nuove entrate e uscite come fa ora la Stabilità.
La legge prevede che in un apposito allegato al Def (Documento di Economia e Finanza), predisposto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze sulla base dei dati forniti dall'Istat, siano riportati l'andamento nell'ultimo triennio degli indicatori di benessere equo e sostenibile selezionati e definiti dal Comitato per gli indicatori di benessere equo e sostenibile istituito presso l'Istat. 
Nell'allegato dovrà essere presente anche l'evoluzione degli stessi indicatori nel periodo di riferimento sulla base delle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica. 
Ogni anno il Ministero dell'economia e delle finanze, sempre sulla base dei dati forniti dall'Istat, presenterà una relazione alle Camere per la trasmissione alle competenti commissioni parlamentari entro il 15 febbraio. Nella relazione sarà evidenziata l'evoluzione dell'andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile sulla base degli effetti determinati dalla legge di bilancio per il triennio in corso. 

Addio legge di stabilità, bilancio unico: derivati diventano 'voce di spesa'
Con una modifica inserita in Commissione ai contenuti sul debito e sul suo costo medio è stato aggiunto che "le informazioni in questione debbano concernere anche l'ammontare della spesa per interessi nel bilancio dello Stato correlata a strumenti finanziari derivati". Se fino ad oggi dunque la quota legata ai derivati è stata genericamente ricondotta  nella "spesa per interessi", in futuro ci sarà una voce dedicata. L’apertura di conti presso il sistema bancario e postale da parte di amministrazioni dello Stato sarà consentita solo se prevista per legge o autorizzata dalla Ragioneria dello Stato su richiesta dell’amministrazione competente, motivata e documentata. 
Gli interessi realizzati saranno versati all’entrata del bilancio dello Stato e saranno previste sanzioni in caso di apertura di conti bancari o postali in assenza di apposita previsione normativa o autorizzazione ministeriale.
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