Renzi vuole "critiche e suggerimenti" dal Pd contro i grillini "unici avversari"

23 giugno 2016 ore 11:06, intelligo
di Luciana Palmacci 

Dopo il voto nelle amministrative, con la scia di commenti e polemiche che le vittorie dei Cinque Stelle hanno lasciato nel Pd e nella maggioranza di governo, Matteo Renzi fa il punto sulla situazione, anche dopo la dura analisi dell’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani sui risultati delle amministrative nelle grandi città: “Abbiamo perso perché non abbiamo più il contatto con la realtà, che non è quella che Renzi ci sta raccontando. E non è quella che ci raccontano i troppi amici, ci son troppi applausi in giro”. Ma la risposta del premier è arrivata e da quel che sembra avrebbe accolto le critiche con l’obiettivo di fare meglio. Un proposito che Renzi ha espresso nella sua e-news dopo l'esito elettorale: "In molti mi chiedono di interpretare il messaggio di queste amministrative. Penso sia utile che il Pd e il governo cerchino di capire come e dove possiamo fare meglio. Ci si apra di più al territorio, alle riflessioni dei cittadini, ai suggerimenti degli amministratori. Senza minimizzare, né drammatizzare". 

Renzi vuole 'critiche e suggerimenti' dal Pd contro i grillini 'unici avversari'
 

Tuttavia l'eco dei successi dei Cinque Stelle è molto forte, se la sconfitta a Roma era ampiamente prevista, è la debacle a Torino, con i grillini, "ormai i nostri unici avversari" per il premier, che ammette la sconfitta da parte del M5S non credo sia stato un voto di protesta ma di cambiamento. Il voto ha ragioni di forte valenza territoriale ma c'è un elemento nazionale molto forte nel dato del ballottaggio". Poi ha continuato con un messaggio: "Se c'è una cosa che il governo deve dire è un caloroso buon lavoro a tutti gli eletti. Il governo aiuterà tutti a cercare di fare bene. E noi andiamo avanti ad occuparci delle priorità istituzionali". La vittoria dei grillini nelle due città dimostra essere un dato preoccupante in vista del referendum di ottobre. 

Solo le vittorie a Milano e a Bologna, hanno permesso al Pd di evitare il cappotto nelle grandi città; un quadro che Renzi continua a definire "frastagliato" tale da non poter considerare, a suo avviso, le comunali un test nazionale sul governo; ma allo stesso modo non sembra sottrarsi alla realtà, ammette la sconfitta senza a Roma e a Torino e la perdita a Novara e a Trieste. Per questo anticiperà la direzione nazionale, prevista per il 27, a venerdì 24, consapevole di essere al tornante più difficile da quando è alla guida del governo e del partito. Renzi non ha intenzione di incassare accuse che vengono "da chi da mesi parla solo male del governo e del Pd".  

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