Senato alla prova del ddl editoria. Fnsi parla di "rilancio" anti-precarietà

23 giugno 2016 ore 12:46, Luca Lippi
Il ddl sulla riforma dell'editoria approda nell'Aula del Senato a partire dalla settimana del 12-15 luglio. Lo ha reso noto il capogruppo M5S Stefano Lucidi riferendo il risultato della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. Il ddl è stato posto come secondo punto all'ordine del giorno, subito dopo la discussione del ddl concorrenza. Attualmente il provvedimento è all'esame della commissione Affari Costituzionali del Senato.
Una buona notizia, secondo il sindacato dei giornalisti: “La Federazione nazionale della stampa italiana saluta con favore la decisione dell'ufficio di presidenza del Senato di fissare l'avvio della discussione in Aula del ddl”, commentano il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti.
I vertici della Fnsi ribadiscono: “L'auspicio è che, nel pieno rispetto dell'autonomia e della dialettica parlamentare, l'iter complessivo della proposta di legge si concluda in tempi brevi, comunque prima della pausa estiva. L'approvazione della riforma è fondamentale per porre le basi per il rilancio del settore editoriale e per rimettere in moto mercato del lavoro, invertendo la tendenza alla precarietà dilagante”.

Senato alla prova del ddl editoria. Fnsi parla di 'rilancio' anti-precarietà

Il via libera al fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione c’è stato il 1 marzo ultimo scorso, previsto nell’articolo 1 della proposta di legge sul sostegno pubblico all’editoria all’esame, nell’aula della camera. L’articolo che rappresenta uno dei cardini della nuova normativa, dispone che il fondo verrà istituito al Mef e non a palazzo Chigi, come era inizialmente previsto nel testo. La ripartizione delle risorse verrà stabilità con un decreto del presidente del consiglio e avrà un importo massimo di 100 milioni di euro l’anno ma – unicamente per il triennio 2016-2018 – potrà usufruire di eventuali disponibilità aggiuntive che potranno arrivare dal canone rai che, da quest’anno, viene pagato insieme alla bolletta dell’energia elettrica.
I punti del ddl
- protetto il titolo di giornalista pubblicista come quello di giornalista professionista. La violazione di tale disposizione è punita a norma degli art. 348 e 498 del codice penale. “Nessuno può assumere il titolo né esercitare la professione di giornalista se non è iscritto nell’elenco dei professionisti ovvero in quello dei pubblicisti dell’albo regionale o interregionale competente. La violazione di tale disposizione è punita a norma degli art. 348 e 498 del codice penale, ove il fatto non costituisca un reato più grave”. L’emendamento modifica l’articolo 45 della legge sull’ordinamento della professione giornalistica, relativo all’esercizio della professione di giornalista. Finora il titolo di pubblicista non era protetto dalla legge penale a differenza di quello di giornalista professionista.
- Il fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione sarà istituito presso il Mef. Lo prevede un emendamento della commissione bilancio al ddl editoria approvato dall’aula della Camera. Il testo originario istituiva il fondo presso la Presidenza del consiglio.
- Le somme versate per le sanzioni irrogate dall’Agcom non rientrano più tra le fonti di finanziamento del fondo dell’editoria: lo prevede un emendamento della commissione bilancio di Montecitorio al ddl editoria approvato dall’aula della Camera. Lo stesso emendamento precisa, inoltre, che la quota di finanziamento derivante dalle eventuali maggiori entrate per il canone rai potrà essere fatta valere solo dal 2016 al 2018. 
- Il fondo per il pluralismo e l’innovazione verrà finanziato, oltre che da altre fonti, da un contributo di solidarietà pari allo 0,1% del reddito complessivo di “concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa quotidiana e periodica, sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e digitali; società operanti nel settore dell’informazione e della comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria diretta e da altri soggetti che esercitino l’attività di intermediazione nel mercato della pubblicità attraverso la ricerca e l’acquisto, per conto terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa internet”. Lo prevede un emendamento della commissione al primo articolo del ddl.
-Tra i criteri per il calcolo del contributo derivante dal fondo per l’editoria entra, per le testate online, anche quello relativo al “numero dei giornalisti impiegati”, oltre all’aggiornamento dei contenuti ed al numero effettivo di utenti unici raggiunti”. Lo prevede un emendamento della commissione al ddl editoria.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]