Pivetti (LN): “Vincerà il no a Brexit, testimonial del governo più forti. Lega di Salvini è destra moderna"

23 giugno 2016 ore 12:54, Lucia Bigozzi
“Molti poteri finanziari non possono permettersi che la Gran Bretagna esca dall’Ue perché destabilizzerebbe i mercati: per questo penso che le pressioni saranno tali per cui alla fine resterà nell’Ue”. Nel giorno di Brexit, Irene Pivetti, ex presidente della Camera ed esponente della Lega, legge in controluce le dinamiche di un evento come quello del referendum in Inghilterra che potrebbero avere pesanti ripercussioni negli assetti economico-finanziari ma anche politici del Vecchio Continente. Nella conversazione con Intelligonews, affronta anche il tema della nuova Lega, post-ballottaggi. 

E’ il giorno di Brexit: dagli ultimi sondaggi e dopo l’omicidio Cox i giochi sono già fatti? 

"Non lo so, diciamo che molti poteri finanziari non possono permettersi che la Gran Bretagna esca perché significherebbe la destabilizzazione di alcune procedure consolidate. Io penso che dal punto di vista strettamente economico, l’Inghilterra ci guadagnerebbe ad andarsene e quindi mi sembrava molto convincente questa marea montante dei ‘sì’. Ora, proprio perché ci sono dei poteri importanti di finanza europea contrarie a che ciò accada perché destabilizzerebbe i mercati, credo che le pressioni saranno tali che poi la Gran Bretagna resterà nell’Ue. Quanto al delitto della Cox, dico che è stata una cosa tragica e sciagurata che potrebbe avere un effetto emotivo ma, diciamo che fa anche comodo esibirlo come un motore di questo mutamento di indirizzo altrimenti, bisognerebbe spiegare come mai gli inglesi, essendo determinati ad andarsene, poi alla fine decidono di non andarsene".  

Pivetti (LN): “Vincerà il no a Brexit, testimonial del governo più forti. Lega di Salvini è destra moderna'
Draghi corre ai ripari e dice che a fronte di un eventuale Brexit è pronto un paracadute. E' un messaggio per tranquillizzare i risparmiatori, oppure cosa ci legge dietro?

"Cosa c’è dietro purtroppo non lo so, nel senso che non sono così dentro le segrete cose di Draghi. Devo però dire che Draghi è un grandissimo stabilizzatore dell’Europa ed è un operatore finanziario molto attento alle esigenze reali non solo dei mercati ma delle società, cioè della gente che vive in Europa. E’ un banchiere molto attento all’economia reale: quindi se dice una cosa del genere lo fa senz’altro per tranquillizzare i risparmiatori ma anche al fine di non creare inutili allarmi e contraccolpi nell’economia che penalizzerebbero i soggetti più deboli. La vedo come un’operazione rassicurante dietro la quale mi auguro che ci sia della sostanza". 

In questa campagna referendaria sono scesi in campo campioni fi calcio e premi Nobel, tutti per la Gran Bretagna ancorata all’Unione europea. E’ un modo scorretto di condurre il “gioco”?

"Per forza, è il governo che paga ed è il governo che si porta i testimonial più forti. Questa non è una scorrettezza, fa parte del gioco muscolare che è sempre in campo quando si fanno campagne elettorali. La democrazia ha questo elemento, cioè che chi governa parte avvantaggiato, ha più carte da giocare". 

 Tra una Lega più moderata come evoca Bossi e quella più spostata a destra come vuole Salvini, lei da che parte sta?

"Non vorrei metterla in chiave troppo personale perché dopo entrano in gioco delle personalizzazioni che rischiano di svilire il discorso politico. Io dico che Salvini ha portato la Lega ad essere un partito di destra moderno, europeo nel suo genere; ovviamente un’Europa diversa da questa da cui anche gli inglesi vogliono uscire e molto adatta a dialogare con le forze politiche di oggi, secondo un progetto politico serio e costruibile. Più di destra se questo lo porta a maggiori identità di vedute con alcuni partiti importanti di destra? Può darsi, però vedo salvaguardata in questo modo e portata nel futuro l’identità della Lega che, altrimenti, rischierebbe di essere ancorata a dei modelli, importantissimi nel passato, ma che devono essere rinnovati; del resto è passata più di una generazione da quella grande costruzione politica che fu di Bossi". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]