Brexit o Bremain: sondaggi e bookmakers hanno già detto la loro

23 giugno 2016 ore 15:07, Luca Lippi
Complessivamente le scommesse sul Brexit potrebbero raggiungere o superare i 100 milioni di sterline: secondo le stime dei bookmaker, ma è probabile che si oltrepassi sicuramente questa previsione, calcolando che il referendum riguarda in particolare un popolo di scommettitori congeniti.
Gli scommettitori propendono tutti per la permanenza del Regno Unito nella Ue, tuttavia c’è da considerare che moltissimi scommettitori sono abituati a fare scommesse “doppie” qualcuno preferisce addirittura cercare quote appetibili andando oltre il calcolo probabilistico. Ovviamente questi ultimi scommettono cifre “perdibili” ma se sommiamo diversi milioni di piccole scommesse, ecco che la massa scommessa aumenta vertiginosamente (oltre muovere le statistiche).
Dalle quote risulterebbe evidente la vittoria del Bremain, confortati anche dagli ultimi sondaggi che danno in avanti il “NO” al Brexit dopo settimane che si dava per favorita l’uscita. 
PaddyPower.it quota la Brexit a 3,80, mentre il remain è l’ipotesi favorita in lavagna a 1,20 (fino a qualche giorno fa le puntate erano rispettivamente 2,32 contro 1,52). Simili le cifre fornite da Snai eEurobet. La prima quota la permanenza nella Ue a 1,22 e il divorzio a 4,00; la seconda dà il remain a 1,20 e il leave a 4,00.
Interessante poi notare i dati forniti da Graham Sharpe, portavoce di William Hill, la più grande agenzia di scommesse del Regno Unito. Sharpe dice infatti che il 71% degli scommettitori è per la Brexit, mentre il 73% del denaro è contro l’addio alla Ue.

Brexit o Bremain: sondaggi e bookmakers hanno già detto la loro

Che cosa vuol dire questo? In buona sostanza sono i piccoli scommettitori a fidarsi dei sondaggi che danno il Sì in netto vantaggio.
Invece, la minoranza che mette più soldi - composta da grandi gruppi di professionisti - non crede all’ipotesi Brexit e decide di scommettere per il remain, confermando quella voce secondo cui hedge funds e banche di investimenti avrebbero commissionato sondaggi riservati più affidabili (e assai più costosi: secondo il Financial Times questo tipo di rilevazioni costa circa 640mila euro), per i quali a prevalere sarà il No (com’era già accaduto per il referendum scozzese sulla permanenza nel Regno Unito).
William Hill si aspetta per il 23 giugno, giorno in cui avrà luogo il decisivo referendum, un totale di scommesse pari a più di 20 milioni di sterline. Notevoli anche i volumi su Betfair.com che all’ultima rilevazione segnala un totale parziale di 45,8 milioni di sterline interamente versate. Poi ci sono tutte le altre società che si occupano di raccogliere scommesse disseminate sul territorio.
Gli ultimi sondaggi:
-Comres commissionato da The Independent mostra un avvicinamento dello schieramento del Sì alla Ue a quello del No (rispettivamente al 36 e al 38 per cento).
-Opinium commissionato da The Observer (il domenicale del Guardian) vede entrambi i fronti appollaiati al 44%, con un 12 per cento di indecisi o probabili astenuti.
-YouGov commissionata da Sunday Times, ci dice che il remain passa in testa con il 44% dei consensi, leggermente sopra il partito dei favorevoli al divorzio tra Regno Unito e Unione Europea (43%).
-Survation, vede il Sì alla Ue al 45% e i pro-Brexit al 42%.
Aspettiamo i conti alla fine, forse argomento più interessante del risultato stesso del referendum.

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