Crisi di mutui e famiglie, pagano rate solo 3 su 4: è emergenza per Nomisma

23 giugno 2016 ore 7:15, Luca Lippi
Settimana scorsa abbiamo scritto del rapporto mensile dell'Abi dal quale emergeva l’aumento a fine aprile 2016 delle sofferenze bancarie al netto delle svalutazioni. 84 miliardi di euro rispetto a 83,1 miliardi di marzo. Dunque la notizia è che le sofferenze, seppure lievemente aumentano.
Il problema non è tanto l’aumento lieve delle sofferenze, quanto il fatto che il dato segnala o l’impossibilità dei creditori di riprendersi, oppure, al netto delle posizioni mandate a perdite, che se ne siano create delle nuove. In conclusione i redditi di imprese e cittadini soffrono, e il dato contrasta con le stime di ripresa dell’economia, oppure il dato vecchio sulle sofferenze bancarie era non in linea con la situazione reale.

Crisi di mutui e famiglie, pagano rate solo 3 su 4: è emergenza per Nomisma

Poi arriva la conferma di quanto sospettato, e la rileviamo dall’ultimo studio effettuato da nomisma. Se prima sempre più famiglie facevano fatica a comperare casa, oggi che per alcuni è diventata una necessità, l’acquisto si consuma dietro aiuti e aiutini, firme, garanzie ed ipoteche di ogni genere e fatta, e nonostante tutto, ecco la notizia, una famiglia su quattro fatica a pagare il mutuo per l’acquisto della casa, se l’anno scorso a dichiarare grosse difficoltà sulle spese era il 14,4% delle famiglie, oggi la percentuale è salita al 22,8% con il rischio che i casi di sofferenze bancarie possano aumentare ancora.
E se calcoliamo che a pagare nella stragrande maggioranza dei casi sono le famiglie di origine, causa la precarietà e il salario sempre meno dignitoso per i lavori offerti alle nuove generazioni, il quadro è assai più sconcertante di quanto si possa mai immaginare.
Ecco che anche la previsione della Corte dei Conti sulla drastica riduzione della base reddituale imponibile non è più una semplice considerazione, ma piuttosto una squallida realtà.
In conclusione, e di conseguenza, se si guarda all'intenzione delle famiglie di fare investimenti a lungo termine, come acquistare una casa, il clima che si rileva è di sostanziale congelamento: cresce il numero di famiglie che non riesce a risparmiare e, quel poco che ha, lo spende. 
Quel piccolo aumento dei redditi insomma finisce per alimentare i consumi a scapito di investimenti a lungo termine. A farne le conseguenze proprio il mercato immobiliare: l’anno scorso gli acquisti di abitazioni hanno riguardato l'1,8% delle famiglie (464.000) mentre quello di chi è interessato a comprare casa si è ridotto addiritura di 500 mila unità.
La ripresa c’è, ma non si vede!

autore / Luca Lippi
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