In Brasile si sta svolgendo la Gmg dei tre Papi. Vi spieghiamo perchè

23 luglio 2013 ore 12:44, intelligo
In Brasile si sta svolgendo la Gmg dei tre Papi. Vi spieghiamo perchè
di Andrea De Angelis e Marta Moriconi  Della Gmg è ispiratore Giovanni Paolo II, a Rio doveva andarci Ratzinger... e i giovani brasiliani passeranno la settimana con Francesco. Una gioventù per tre Papi, tre storie e tre carismi. Insomma, il 2013 è destinato a diventare un anno unico nella storia delle Giornate Mondiali della Gioventù. Anno in cui il primo Papa latino americano della storia si è recato da successore di Pietro nel suo continente, mentre in Vaticano il Papa emerito (che sarebbe dovuto andare) lo osservava, come altre centinaia di milioni di persone, in mondovisione. Nel cuore di entrambi il pensiero è sicuramente andato a Giovanni Paolo II, ideatore dell’evento, in un 2013 in cui con ogni probabilità diverrà santo. Già questo basterebbe per rendere irripetibile la “settimana dei giovani” (così l’ha ribattezzata Francesco nell’Angelus domenicale che ha preceduto il viaggio) brasiliana. Uno dei tanti cambiamenti che il Papa ha realizzato nei suoi primi quattro mesi di pontificato. Ma distinguere tra tre Papi, non vuol dire porre l’accento sulla diversità che mai come in questo caso è sinonimo di ricchezza. A Francesco, infatti, il compito di proseguire quanto iniziato dal Papa emerito, con uno stile diverso, ma con lo stesso fine: il bene dei suoi fedeli, intesi come Chiesa che mette al centro Gesù. Il resto, in effetti, ha poco a che fare con quello che è lo Stato più piccolo del mondo. Un ticket vaticano, se lo si vuole esprimere in termini politici, che riscuote fino ad oggi un grande successo. Francesco dunque, che esordì ricordando ai suoi cardinali di essere “sì principi, ma di un re crocifisso”, ha portato anche in Brasile lo stile sobrio ed essenziale che ne ha caratterizzato fino ad oggi il pontificato. Dalla borsa nera portata a mano in aereo, all’automobile che lo ha condotto nei primi chilometri della trasferta sudamericana, non sono mancati già nelle primissime ore segnali tanto innovativi quanti chiari. In aereo il Papa ha sottolineato, con la sintesi che gli è propria, l’emergenza lavoro, parlando di una generazione che rischia di esserne priva. Parole già sentite dai politici di ogni latitudine, portati dalla crisi a sottolineare l’emergenza occupazionale. L’altro punto toccato è il rapporto giovani – anziani, entrambi vittime della cultura dello scarto, che li esclude dalla società. Parole forti e nette, che solo apparentemente contrastano con le parole dolci pronunciate nel primo discorso. “Busso alla porta del Brasile per entrare nel vostro cuore”, ha detto Francesco. Nel cuore di molti questo Papa è entrato, c’è da scommetterlo, già da tempo. Poi una frase che sarà ricordata a lungo: “Non ho con me oro o argento, ho solo Gesù”. Quindi ha precisato: “Il motivo principale del mio essere in Brasile ne trascende i confini, sono qui per incontrare i giovani del mondo”. Come dire: io trascendo la mia persona, insieme andiamo oltre i confini umani, così al centro metteremo Gesù. E tanto trascende la sua persona, che pare di vederli tutti e tre insieme lì a Rio, ma Francesco non manca di abbracciare tutto il Brasile, citandone le varie regioni, al termine dell’intervento: “Dall’Amazzonia a Paranà, dai Rio ai tanti villaggi”. Va detto, inoltre, che il rapporto tra Ratzinger e Francesco è sempre “in linea”, in tutti i sensi:  una sintonia umana che  li porta a sentirsi spesso anche al telefono. Perché se sull’umiltà di Ratzinger molto si è detto e si è scritto, quella di Bergoglio è altrettanto grande: non esita, spesso, a chiedere consiglio all’emerito papa su diverse questioni, e capita anche che si vedano, come ha avuto modo di riportare la stampa. E se ritorna alla mente quell’immagine in cui hanno pregato insieme in ginocchio a Castel Gandolfo, non facciamo fatica a pensare che Benedetto stia pregando in queste ore per il suo Papa. Anche perché Bergoglio ha chiesto di essere accompagnato spiritualmente. D’altronde la Gmg di Rio era stata fissata quando ancora regnava Benedetto XVI, che di raduni mondiali ne ha fatti in tutto tre, a Colonia, Sydney e Madrid. E la stanno portando avanti insieme, con il placet celeste di Giovanni Paolo II, l’ispiratore delle Giornate Mondiali.
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