Temi etici, Polverini (Pdl): “La moratoria alimenta gli opposti radicalismi. Riuniamoci per decidere"

23 luglio 2013 ore 16:47, Lucia Bigozzi
Temi etici, Polverini (Pdl): “La moratoria alimenta gli opposti radicalismi. Riuniamoci per decidere'
Giusta la norma in sé ma va salvaguardata la libertà di espressione. La moratoria? Mi ha sorpreso, l’ho trovata una iniziativa esagerata che rischia di alimentare gli opposti radicalismi. E’ necessario trovare la sintesi con una riunione congiunta dei gruppi parlamentari alla Camera e al Senato”. A Intelligonews Renata Polverini, deputata Pdl, parla anche da cattolica che non ama le posizioni estreme in un senso o nell’altro, bensì preferisce lavorare per trovare un punto di mediazione sui cui stabilire una condivisione ampia. Così per la legge  sull'omofobia che venerdì approda nell’Aula di Montecitorio. Onorevole Polverini, come legge la moratoria sui temi etici chiesta dai suoi colleghi di partito Lupi, Gelmini, Carfagna e Sacconi? «Dipende quale prospettiva diamo a questo governo: se, come molti dicono, questo governo deve andare avanti per i cinque anni di legislatura , mi pare difficile chiedere una moratoria su temi che comunque hanno a che fare con la vita della gente. Se, invece, torniamo al progetto del presidente Napolitano, quindi un governo che dà risposte strutturali in termini economici al paese, allora serve un patto di governo che purtroppo non è stato scritto quando si è formato l’esecutivo; tant’è che dibattiamo quotidianamente su questioni che non riguardano gli obiettivi indicati dal presidente della Repubblica per questa legislatura così complicata e rischiamo di non dare risposte urgenti alle famiglie che non arrivano a fine mese, alle imprese che chiudono». Ok le priorità economiche, ma questa sembra essere la maggioranza non tanto delle larghe intese quanto del largo rinvio non le pare? «Purtroppo siamo consapevoli del rischio. In queste ore stiamo aspettando una decisione da parte del governo rispetto alle interlocuzioni che sta avendo con i partiti; in particolare dal ministro Saccomanni attendiamo risposte strutturali su Imu e Iva ma ancora non sono arrivate; la questione cassa integrazione, di fatto, è stata rinviata: sono state individuate risorse sempre nell’ambito del capitolo Lavoro – peraltro metà di quelle che sembravano necessarie – e non abbiamo ripreso in mano la situazione. Le imprese continuano a chiudere perché non si capisce quale politica industriale si intende portare avanti; non abbiamo ancora posto il grande tema della riforma fiscale e in particolare del cuneo fiscale che gli imprenditori ci chiedono». Come valuta il ddl sull’omofobia in discussione in parlamento? «Mi pare, come si dice sempre, che ci sia qualcuno più realista del re. Siamo di fronte a una norma per la quale l’Italia credo sia l’unico paese che non si è ancora espresso in ambito europeo e che deve dare risposte anche ai tanti episodi di violenza, non solo verbale, che in Italia continuano ad accadere. A me pare che vi sia una posizione esagerata da parte di alcuni esponenti del Pd e altrettanto esagerata da parte di esponenti del Pdl e di Scelta Civica. Credo che un buon cattolico non possa assumere posizioni estremiste, piuttosto deve trovare un punto di mediazione. Io sono cattolica ma non cerco mai soluzioni o posizioni che mi contrappongono in maniera eccessiva a chi non la pensa come me. Detto questo, è necessario salvaguardare la libertà di espressione». Proprio su questo punto politici dei vari schieramenti ma anche esponenti del mondo cattolico hanno sollevato perplessità sul fatto che quanto scritto nel testo lede la libertà di opinione e ne fa addirittura un reato. Condivide? «Dobbiamo evitare che si arrivi a questo. Mi pare che i relatori su questo stiano trovando un punto di caduta che può essere da tutti apprezzato proprio perché salvaguarda il diritto di espressione. E lo dico io che vengo da un mondo che ha pagato fortemente il prezzo della libertà di espressione. Nel testo va salvaguardato il diritto di opinione e credo vi siano le basi per trovare una posizione condivisibile». Sui temi etici ricorre una dicotomia nel Pdl: da un lato si cercano voti cattolici, dall’altro quando c’è da affrontare questioni correlate da tradurre in leggi la sensazione è quella dei due pesi e due misure. Cosa risponde? «Un partito che ha sfiorato il 40 per cento e che oggi sta al 27 per cento, fa fatica a trovare su questioni così importanti posizioni unitarie. Ci sono varie anime, c’è chi nel Pdl ha presentato proposte di legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, a dimostrazione che siamo un grande partito con tante idee. L’unica cosa che io trovo un po’ sopra le righe sono certe posizioni dei rappresentanti cattolici all’interno del Pdl. Sono rimasta sorpresa quando ho letto della richiesta di moratoria perché è un modo per non affrontare le tematiche in quanto si dà l'impressione di mantenere posizioni di chiusura. Tuttavia, come accade in tutti i grandi partiti, sono sicura che troveremo una sintesi». Come? «A questo punto ritengo opportuna una riunione congiunta dei gruppi parlamentari di Camera e Senato per individuare una posizione che possa diventare quella sulla quale tutti si riconoscono e si esprimono». Galan boccia la moratoria, Formigoni chiede una riunione del partito per discutere e chiarire la linea. Dove sta la sintesi? «Nell’incontro che, secondo me, si rende sempre più necessario perché a certe posizioni estreme ogni giorno se ne aggiungono altre. E se continuiamo così, la situazione rischia di diventare ingestibile». Venerdì il voto in Aula. Il Pdl come ci arriva? «Domani votiamo la fiducia sul Dl Fare che potrebbe di protrarsi un po’ più a lungo visto che M5S, FdI e Lega non hanno voluto la diretta tv e questo fa immaginare che ci sarà una forte azione di ostruzionismo. Certamente, sulla legge anti-omofobia ad oggi mi pare complicato andare in Aula senza una riunione del partito o dei gruppi parlamentari».
autore / Lucia Bigozzi
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