Fonderie Pisano, il caso arriva in Parlamento: si va verso la delocalizzazione

23 luglio 2014 ore 10:35, Andrea De Angelis
Il caso delle Fonderie Pisano, storica società con quasi due secoli di vita alle spalle, arriva in Parlamento. Una società nata nel Regno delle Due Sicilie nella prima metà dell'Ottocento per realizzare fusioni in ghisa e bronzo per le industrie tessili del salernitano. Collocata inizialmente a Baronissi, venne trasferita all'inizio del XX secolo nei pressi della stazione ferroviaria di Salerno, quindi dal 1961 nel quartiere Fratte, zona nord della città.  

Fonderie Pisano, il caso arriva in Parlamento: si va verso la delocalizzazione

  La gran parte dei chiusini italiani proviene da questa società, compresi quelli della capitale dove ora approda il caso legato all'impatto ambientale che le Fonderie Pisano hanno avuto per la città campana. Il Tribunale di Salerno nel 2007 ha ritenuto infatti la società responsabile per danni ambientali ed ecologici.

Si è svolto ieri a Montecitorio l’incontro tra una delegazione del “Comitato Salute e Vita”, composta da Lorenzo Forte, Antonio Di Giacomo, Anna Risi e Carla Cirillo, ed il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, il vice presidente Tino Iannuzzi ed il dottor Fabio Renzi.

Fonderie Pisano, il caso arriva in Parlamento: si va verso la delocalizzazione

Il vice presidente Iannuzzi ha esposto all'onorevole Realacci e al dottor Renzi la situazione di degrado ambientale vissuta nella zona di Fratte, consegnando il dossier elaborato dal Comitato.

L'onorevole Realacci ha confermato il proprio impegno per favorire il processo di delocalizzazione delle Fonderie, anche attraverso un’interrogazione parlamentare che solleciti l'intervento del Governo.  
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