Lo avevamo detto, preparatevi: la Germania uscirà dall'Euro

23 luglio 2014, intelligo
di Gianfranco Librandi La storia raramente ha fatto errori, e i popoli non cambiano nel bene o nel male. Con le loro caratteristiche si riproducono, replicandosi nelle loro tradizioni, nelle loro peculiarità e nelle loro tradizioni culturali. Questo vale anche in economia, o più correttamente, nella gestione dell’economia da parte un Paese rispetto a un altro, che risponde a regole rigide di buonsenso oltre a quelle “naturali”, specifiche e caratteristiche della mano invisibile di Smithiana memoria. Quando si vogliono forzare certe regole, si perdono le guerre.  
Lo avevamo detto, preparatevi: la Germania uscirà dall'Euro
Parliamo della stagnazione economica in cui è entrata la Germania. La cronaca di un fallimento annunciato era ed è nota a tutti quelli che si occupano professionalmente di Scienza Economica, purtroppo le guerre moderne non si combattono più indossando una divisa e quindi non s’individua più il nemico. Stavolta non ci sarà una nuova Norimberga perché i carnefici si ricicleranno, i fiancheggiatori non si dichiareranno mai, e il vero regista di tutto questo, un polacco americano di cui parleremo diffusamente nell’immediato futuro, si ritirerà a godere la sua dorata pensione da folle santone affamatore di popoli. Dopo aver visto Soros diventare sostenitore dei baluardi comunisti finiti al mercato delle pulci, tutto è possibile! La Germania è una nazione che ha dovuto costruire la sua crescita esclusivamente sulle esportazioni, per imporsi come esportatore esclusivo ha dovuto distruggere la concorrenza all’interno dell’area UE. Distrugge la possibilità dei concorrenti imponendo austerità e povertà fino a far chiudere aziende storiche allo scopo di rimanere senza concorrenti desertificando, però, anche il mercato che doveva usare come sbocco per la sua produzione. Qualche pseudo economista potrebbe sollevare l’obiezione che la Germania realisticamente voleva puntare ai mercati emergenti, ed è l’affermazione degna di un filo tedesco. Anche i mercati emergenti hanno rallentato (il mondo è rotondo, l’economia non viaggia su binari dotati di forza centripeta), e che la Cina possa in qualche modo offrire il fianco per cibare la protervia europea è un errore storico. Solo Renzi crede di potere ricavare qualcosa dalla Cina, proprio adesso che il costo del lavoro è aumentato anche in questo Paese, proprio adesso che i grandi marchi stanno abbandonando il dragone per andare a produrre in Corea, lui si presenta in Cina come i piccioni si presentano sotto i tavoli dei ristoranti all’aperto dopo che gli ospiti hanno pagato il conto. E’ come voler trovare da adulti i luoghi descritti nelle favole lette da bambini, che assurdità! L’esperimento di Wolfgang Shauble con l’annessione della Germania dell’Est, dopo averla distrutta economicamente e spezzato le gambe con un tasso di cambio insostenibile è stato adottato per essere adottato anche in Europa con il sostegno dei banchieri tedeschi. Gli stessi banchieri che hanno creato il mostro della BCE, banca centrale che presta denaro alle banche private invece che agli Stati che la foraggiano. Le celebrazioni della Prima guerra mondiale di questi giorni ci ricordano che in un secolo esatto la Germania è riuscita a perdere tre guerre mondiali dopo averne accesi focolai ovunque, e sarà anche il secolo del fallimento dell’UE. Chissà quanto la faranno durare quest’agonia, ma con la Germania in stagnazione ormai tutto il marcio si scoperchierà e verrà alla luce il magma putrescente rappresentato dalla speculazione finanziaria dei banchieri tedeschi, quello che i politici traditori e venduti dell’Europa unita chiamavano il cuore pulsante, il motore di questa grande realtà chiamata UE. La “rivolta” nascerà da Berlino, noi lo avevamo già detto a marzo quando abbiamo scritto che sarà la Germania a chiedere di uscire dall’Euro. Solo un piccolo riconoscimento di onestà intellettuale.
autore / intelligo
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