"Prefetti lasciati soli": così l'Italia rischia di essere il Bronx

23 luglio 2015, Americo Mascarucci
I prefetti sono scesi sul “piede di guerra” in seguito alla rimozione del Prefetto di Treviso per la nota vicenda delle case di Quinto, assegnate ai profughi e poi sloggiate in fretta e in furia di fronte alle dure proteste dei residenti. 

'Prefetti lasciati soli': così l'Italia rischia di essere il Bronx
I prefetti sul versante dell’immigrazione sono in questo momento i soggetti più esposti, costretti ad applicare le direttive del Governo sulla distribuzione dei profughi nel territorio nazionale, scontrandosi non soltanto con i cittadini ma soprattutto con i sindaci, i primi ad alzare le “barricate”, come avvenuto appunto a Quinto di Treviso.

Ecco perché il presidente del Sinpref, il sindacato dei prefetti italiani, Claudio Palomba ha scritto una vibrante lettera di protesta chiedendo un incontro urgente al Ministro degli Interni Angelino Alfano. Palomba evidenzia lo stato di disagio in cui sono costretti ad operare i rappresentanti del Governo nelle province, sottoposti ad attacchi da ogni parte, soprattutto dagli altri livelli istituzionali che in certi casi si dimostrerebbero tutt’altro che collaborativi. "I prefetti, i rappresentanti del governo sul territorio sono lasciati soli ad applicare le direttive del governo in tema di immigrazione, spesso in totale opposizione con altri rappresentanti dello Stato”. 

"Siamo diventati bersagli, il Governo ci tuteli" lamenta il presidente che aggiunge: “"I prefetti sono i rappresentati del governo sul territorio. Non è ammissibile essere oggetto di attacchi da parte di altri rappresentanti istituzionali (il riferimento è alle parole del vicepresidente del Consiglio delle Marche contro Gabrielli - ndcr) e non essere difesi dal Governo. Ora basta, tuteleremo il nostro lavoro in ogni sede. Sul territorio stiamo operando in condizioni difficilissime - prosegue il presidente del Sinpref - non abbiamo solo il problema dell'immigrazione, che oggi é quello più di attualità, ma anche quello del terrorismo, dei comuni sciolti per mafia, dell'ordine pubblico. Sul tema dell'immigrazione siamo in prima linea e qui ci stiamo letteralmente inventando un mestiere, facciamo perfino gli agenti immobiliari. Si tratta di superare difficoltà non di poco conto - continua. - Oggi la distribuzione sul territorio dei migranti giunti nel nostro Paese é realizzata completamente dai prefetti che applicano protocolli straordinari e direttive statali. E lo Stato per questo é chiamato a tutelarci in maniera forte non lasciandoci in balia dell'opinione pubblica o peggio di altri rappresentanti istituzionali. Sul territorio ci troviamo sempre a gestire i 'no' dei sindaci e lì dobbiamo inventarci soluzioni. Spesso su due piedi. Chiediamo quindi allo Stato che difenda in maniera forte i suoi rappresentanti sul territorio, i prefetti". 

Ad infiammare lo scontro poi si sono aggiunte le dichiarazioni del responsabile del Dipartimento Immigrazione del Viminale Mario Morcone che era intervenuto a difendere l’azione dei prefetti dando l’impressione quasi di prendere le distanze da Alfano. “"Nessun prefetto ha interesse a decidere in solitudine. Per quanto limitati possiamo essere, tutti ci aspettiamo di confrontarci con sindaci e assessori regionali su quali siano le migliori soluzioni per il territorio. Ma se tu la soluzione non me la dai io devo trovare il modo di collocare le persone", ha detto davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza.

Morcone poi è passato a criticare l’accordo raggiunto in sede UE fra i 28 paesi membri sul ricollocamento di 40 mila profughi da Italia e Grecia. Accordo che secondo il dirigente ministeriale è stato deludente in quanto limitato alla soglia dei 32 mila profughi. Una posizione ben diversa da quella del Ministro Alfano che invece ha parlato di “accordo importante” e superiore a quello ottenuto da altri Paesi. Due posizioni a prima vista in contraddizione che, nonostante la precisazione di Morcone che è sembrato riallinearsi ad Alfano, hanno dato la stura alle polemiche di Forza Italia e Lega.

Insomma la situazione si sta facendo sempre più esplosiva e la rabbia dei prefetti sta a dimostrare come, sul tema dell’immigrazione, il Governo Renzi rischi di rimetterci seriamente la faccia. Anche perché se alla fine il Prefetto non è più percepito dai cittadini come il garante dello Stato ma come un nemico, allora il rischio è proprio quello di ritrovarsi nel Bronx.

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