L'epitaffio di Berlusconi: vuol morire in Fi. Ma cambia l'orizzonte azzurro

23 luglio 2015, intelligo
L'epitaffio di Berlusconi: vuol morire in Fi. Ma cambia l'orizzonte azzurro
Voglio morire da presidente di Fi”: Berlusconi crepuscolare o condottiero?  Potrebbe essere l’uno e l’altro ma è comunque quanto basta a mettere a tacere le voci (e le malelingue) che da giorni parlano di una Forza Italia in smobilitazione a fronte di quella “Casa della speranza” che Berlusconi vuole costruire e della quale ha parlato nei giorni scorsi agli amministratori pubblici. 

No, l’ex Cav. è e resta in Fi, fino all’ultimo, insomma non abbandona il timone della nave. Una nave che ondeggia in un mare in tempesta: da un lato i sondaggi che danno il consenso del partito inchiodato all’11 per cento; dall’altro la resa dei conti interna che prima con Fitto ora con Verdini ha messo a dura prova la tenuta dei gruppi parlamentari. Già, perché in queste ore le mosse di Denis Verdini sono strettamente monitorate dai fedelissimi dell’inner circle berlusconiano, sospettosi di un asse non dichiarato con i renziani (specie sulle riforme). 

Il verdiniano doc Massimo Parisi ospite di Omnibus (La7) non si scompone su ciò che potrebbe accadere a breve ma fa capire l’aria che tira quando sibila “c’è un dibattito in corso”. 

La frase “sono il presidente di Fi e voglio morire presidente di Forza Italia”, Berlusconi l’ha pronunciata alla cena con i deputati forzisti e stasera è prevista la replica coi senatori. Quanto al futuro suo e del centrodestra - l'ex presidente del Consiglio rilancia l’idea de L’Altra Italia “una cosa, un insieme, una casa della speranza o qualcosa di simile costituita da persone che non sono professionisti della politica e che prospetti un governo fatto di queste persone con un programma preciso”. E per restare in tema, ribadisce che “Forza Italia sarà il lievito per la nascita dell'Altra Italia che non si riconosce nella sinistra”. 

L’obiettivo dichiarato sul quale sollecita gli eletti a darsi da fare è andare a recuperare quei 24 milioni di italiani che non vanno più a votare. Da parte sua l’impegno si tradurrà in un tour in ogni provincia italiana, anche perché “per convincere le persone a votare per noi non è sufficiente la promessa della riduzione delle tasse”. Il riferimento corre all’annuncio di Renzi e il paradosso è che se Berlusconi non ci crede, da sinistra accusano il premier di aver detto una cosa di Berlusconi…

Stando sui sondaggi, rileva che “il 54% degli italiani ha dichiarato di averne piene le scatole di questa politica e di non votare perché convinti che il loro voto non conti nulla. Sono rassegnati non arrabbiati. Questi ultimi a votare ci vanno e votano Salvini o Grillo. Certo è che chi non è andato a votare non è di sinistra” ed è per questo che prova a far girare il vento con l’Altra Italia. 

Infine il capo rinnova fiducia “assoluta” nella senatrice Mariarosaria Rossi, iper-fedelissima, chiamata a far quadrare i conti del partito ed entrata in rotta di collisione con molti esponenti della ‘vecchia guardia’ forzista. 

Crepuscolo o nuova alba azzurra?
 

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