Ricercatrice italiana scopre il Corano più antico del mondo

23 luglio 2015, Andrea De Angelis
Un millennio e mezzo, anno più anno meno. 

Ricercatrice italiana scopre il Corano più antico del mondo
Risalirebbe infatti alla prima metà del VII secolo dopo Cristo la pergamena conservata all'Università di Birmingham che, secondo gli studiosi, sarebbe così la più antica copia del Corano del mondo. 

Grazie ai test del carbonio-14 è stato possibile datare i fogli di pergamena conservati nella biblioteca dell'ateneo inglese. La loro origine è stimato in un arco di tempo di circa sessant'anni, dal 586 al 645 dopo Cristo.

La scoperta è sensazionale per due motivi. Da un punto di vista meramente storico è straordinaria perché attesta che quella pergamena, conservate per decenni erroneamente con altre risalenti alla fine del VII, è la più antica mai rinvenuta. Ma c'è dell'altro.

Questa scoperta "può riportare indietro di alcuni anni la storia della fondazione dell'Islam", commenta Brian Thomas, professore di rapporti interreligiosi dell'ateneo. "Secondo la tradizione musulmana - spiega - il profeta Maometto ha ricevuto le rivelazioni poi trascritte nel Corano fra il 610 dopo Cristo e il 632, anno della sua morte".

L'attuale forma del Corano è stata definita attorno al 650 sotto Othman, il terzo califfo succeduto a Maometto. Le pergamene rinvenute a Birmingham, ipotizza Thomas, potrebbero essere state scritte da una persona che ha conosciuto Maometto e lo ha sentito predicare.

La sensazionale scoperta è stata fatta su impulso della ricercatrice italiana Alba Fedeli, che ha chiesto di effettuare il test dopo aver esaminato attentamente i manoscritti. E' stato così confermato che due pagine su pergamena erano state conservate per errore con altre più recenti, risalenti alla fine del settimo secolo.

Vi è infine un lato quasi romantico che emerge dalle parole di Susan Worrall, responsabile delle collezioni dell'università."Siamo molto eccitati all'idea che un documento storico di tale importanza sia a Birmingham, la città più culturalmente varia della Gran Bretagna", ha detto la Worrall.

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