Unioni gay, ecco la proposta alternativa di Sacconi: "Senza adozioni, contro il ddl Cirinnà ideologico"

23 luglio 2015, Adriano Scianca
Unioni gay, ecco la proposta alternativa di Sacconi: 'Senza adozioni, contro il ddl Cirinnà ideologico'
Una proposta alternativa al ddl Cirinnà, che regolarizza le unioni civili, ma senza l'adozione e le provvidenze pubbliche. A presentarla, oggi alla Camera, saranno Maurizio Sacconi e Alessandro Pagano, parlamentari di Ncd attorno alla cui proposta si va aggregando un vasto schieramento. “Il nostro è un approccio non ideologico – spiega Sacconi a IntelligoNews – i comportamenti omofobici si combattono solo se non ci dividiamo su iniziative ideologiche come l'adozione alle coppie gay”. 

Sacconi, oggi alle 16 ci sarà la presentazione della vostra proposta alternativa sulle unioni civili. In cosa consiste? 

«Oggi la presentiamo alla Camera dopo che già lo abbiamo fatto al Senato. È una proposta che fa una ricognizione su tutti i diritti delle persone che convivono con altre persone. A questo tipo di relazione cerchiamo di dare sostegno morale e materiale, escludendo l'adozione e le provvidenze pubbliche. Questo perché riteniamo che la famiglia naturale, l'unica in grado di procreare, sia l'ambiente migliore per far crescere i bambini». 

Sulla vostra proposta sembrano convergere esponenti di Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, fittiani, tosiani... Prove tecniche di un possibile centrodestra unito? 

«Molto semplicemente: la nostra è una proposta anti-ideologica. Vuole essere il comune denominatore di una nazione che non dovrebbe dividersi su temi di questo genere. È solo in un clima di condivisione che si possono isolare i comportamenti omofobici. Invece la richiesta di matrimonio e di adozione mi sembra molto ideologica e credo sia sostenuta da una minoranza dello stesso mondo lgbt». 

Rispetto alla sentenza di Strasburgo molti hanno parlato di “golpe” per il fatto che ancora una volta dei giudici hanno dettato la linea ai politici. Lei è di questo stesso avviso? 

«Sappiamo che la giurisprudenza dell'Ue è spesso invasiva, ma in questo caso la Corte ha ribadito che gli Stati membri sono liberi o meno di adottare lo strumento matrimoniale. È una sentenza che non aggiunge granché a ciò che sapevamo». 

La Corte lamenta il “ritardo” dell'Italia sull'argomento... 

«Ma noi già da tempo avremmo potuto rafforzare le unioni stabili. Persino alcune parti dello stesso ddl Cirinnà, dal titolo secondo all'articolo 16, le potremmo anche votare. Invece si è preferito lo scontro ideologico, si è voluto mettere in discussione la famiglia naturale. Vede, la nostra è una proposta davvero liberale. Lo Stato non entra sotto le lenzuola e se tutela la famiglia naturale è solo per il fatto che consente la continuità della specie umana».

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