Mafia Capitale, non piace la terza via della Bindi contro lo scioglimento

23 luglio 2015, intelligo
Mafia Capitale, non piace la terza via della Bindi contro lo scioglimento
No allo scioglimento, serve una terza via. Perché “la situazione è gravissima se un Comune grande e importante come quello di Roma, che è la Capitale d'Italia, si mostra fragile e indifeso di fronte ad una piccola mafia, ad un sodalizio criminale recente, che ha occupato spazi rilevanti condizionando pesantemente l'azione politica e amministrativa”. 

Così parlò Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, nel corso delle comunicazioni su Mafia Capitale davanti alla Commissione di Montecitorio. Insomma, Roma non può essere esposta agli effetti di uno scioglimento e dunque serve una soluzione alternativa. L’indicazione della Bindi segue una seduta anticipata da polemiche che poi non si sono smorzate. 

A Palazzo San Macuto la Bindi ha parlato per mezz'ora senza repliche da parte dei componenti la Commissione che presiede e già qui sono scattate le reazioni non certo morbide dei parlamentari presenti con in testa il 5S Mario Michele Giarrusso, senatore, che alla Bindi si è rivolto così: “Lei non può mettere la museruola alla Commisione”. 

Per la presidente dell’Antimafia occorre individuare una terza via tra scioglimento e non scioglimento, in grado di attivare una “sorta di tutoraggio e di assistenza dello Stato all’ente locale senza che questo debba essere sciolto e commissariato”.  Un passaggio che sul piano politico si può leggere come una mano tesa al sindaco capitolino in queste ore alle prese col rimpasto di cui si parla da settimane dopo le dimissioni di altri esponenti della maggioranza. Ma la via della Bindi non è quella del M5S che chiede con forza il commissariamento del Campidoglio e il ritorno immediato dei romani alle urne. 

In una nota il Movimento stigmatizza poi il modus operandi della Bindi: “Non commissariano Roma, ma censurano la commissione” visto che “non è stata data nessuna possibilità di discussione o replica: ecco il quadro di questa serata”.  Il tutto alla vigilia della decisione che il ministro dell’Interno Angelino Alfano dovrà assumere sulla base della relazione del prefetto di Roma Gabrielli. E che poi porterà sul tavolo del Consiglio dei ministri dove l’ultima parola sul destino di Roma sarà quella del premier Matteo Renzi. 

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LuBi



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