L'indicazione di Confindustria: abbassare le tasse per lanciare la ripresa

23 luglio 2015, Luca Lippi
L'indicazione di Confindustria: abbassare le tasse per lanciare la ripresa
"La priorità dell'Italia è rafforzare la lenta risalita dell'economia proseguendo lungo la strada delle riforme strutturali, inclusa la riduzione del carico fiscale che zavorra la competitività delle imprese". E' quanto segnala il centro studi di Confindustria (Csc) nell'analisi mensile di luglio di "Congiuntura flash".

Il centro studi rileva altresì progressi in linea e persino in crescita rispetto alle attese.

Secondo il report (riportiamo fedelmente) fatturato e ordini accelerano, tirati dalla domanda interna (?) come prova il balzo dell'import. 

“L'occupazione è ripartita e consolida fiducia e capacità di spesa delle famiglie. Gli indicatori danno investimenti in recupero. L'offerta di credito si allenta e le misure appena varate per smaltire le sofferenze aiuteranno il rilancio dei prestiti bancari. Inoltre, le condizioni internazionali sono ancora più favorevoli di quelle incorporate nelle ultime previsioni Csc. Il petrolio è del 10% più basso e, con il ritorno del greggio iraniano, tenderà a scendere. Il cambio dell'euro contro dollaro è sceso del 5% e l'avvio, sempre più vicino, della normalizzazione della politica monetaria della Fed lo schiaccerà ulteriormente. L'acquisto di titoli da parte della Bce ripiegherà i tassi di mercato. 

La ripresa nell'Eurozona si sta consolidando e l'export del Made in Italy già ne beneficia. È ormai evidente la ripartenza della locomotiva Usa. Il commercio globale è tornato ad aumentare. Grazie all'accordo in extremis, non ci sarà alcun contagio dalla Grecia; sebbene la reazione dei mercati avesse fatto capire che sarebbe stato contenuto, nell'attuale contesto di fragilità economica correre quel rischio sarebbe stato delittuoso. Resta il timore di una frenata più marcata dei paesi emergenti. La violenta correzione della Borsa in Cina non aiuta il difficile passaggio ai consumi del testimone dello sviluppo;
finora, però, il dirigismo delle autorità ha pilotato un atterraggio morbido. Si approfondisce la recessione in Brasile. Quella in Russia, invece, si sta attenuando e ciò conforta l'attesa del ritorno all'espansione nella seconda metà del 2015”.

Sempre estratto dal report di Centro studi di Confindustria “nonostante la momentanea flessione di maggio (-0,3% mensile), il bimestre aprile-maggio registra un incremento di 63mila unità sul 1° trimestre (+0,3%), grazie all'aumento mensile record di aprile (+131mila unità). A fronte di una forza lavoro che segna un +0,2%, il tasso di disoccupazione nel bimestre resta fermo al 12,4% del primo trimestre. L'occupazione nel complesso avanzerà in presa diretta con i progressi della congiuntura. 

Ciò è confermato dal miglioramento delle aspettative delle imprese: per l'estate 2015 il saldo delle risposte si consolida in territorio positivo, a +5,4 per le condizioni in cui operano le aziende e a +4,2 per l'occupazione (Banca d'Italia-Il Sole 24Ore). Tasso di disoccupazione su livelli elevati ma in lento calo nella media dell'Eurozona: in maggio all'11,1%, dall'11,2% nel primo trimestre. Ancora altissimo in Spagna (22,5%), seppure diminuito dal picco di febbraio 2013 (26,3%); pressoché stabile in Francia (10,3%), mentre è ai minimi in Germania (4,7%)”.

E buona camicia a tutti.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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