Cosa è successo a Monaco, la verità sull'attacco terroristico

23 luglio 2016 ore 12:29, Micaela Del Monte
Monaco di Baviera è stata sotto scacco per diverse ore, tutto è cominciato alle 17,52 quando un ragazzo di 18 anni è entrato nel McDonald's del centro commerciale Olympia. Il ragazzo, un tedesco-tunisino, zaino in spalla e pistola alla mano, ha cominciato a sparare. Da quel momento la città tedesca è andata in tilt e, memori della strage di Nizza di una settimana prima, si è temuto subito il peggio. Subito è stata isolata dalle autorità un'ampia zona attorno al centro commerciale dove c'è stata la sparatoria, è stata evacuata anche la stazione centrale di Monaco e tutti i trasporti locali sono stati subito sospesi. 

Cosa è successo a Monaco, la verità sull'attacco terroristico
Il 18enne, dopo aver sparato nel fastfood e in alcuni negozi, è stato inseguito da agenti in borghese e poi, come confermato dal capo della polizia di Monaco Hubertus Andrae, si è suicidato a circa un chilometro dal centro commerciale dopo aver ucciso 9 persone e averne ferite 27. Tra le vittime c'è una ragazza di 15 anni e vi sarebbero diversi bambini tra i ferite. Cinque vittime, ha reso noto la polizia di Monaco, avevano meno di 18 anni. Anche i maggiorenni rimasti uccisi erano giovanissimi: secondo quanto riportato dalla televisione bavarese Bayerische Rundfunk otto delle vittime - due ragazze e sei ragazzi - avevano tra i 14 ed i 21 anni. La nona vittima sarebbe una donna di 45 anni. Mentre vengono considerate molto gravi le condizioni di due dei 16 feriti ricoverati in diversi ospedali di Monaco.

Secondo alcuni media britannici il giovane è stato identificato come Ali Sonboly. Il padre del ragazzo é un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt. Dei numerosi feriti, solo 4 sono stati raggiunti da colpi di pistola.
La polizia non lo conosceva e ora sa quasi tutto di lui, tranne le ragioni che lo hanno spinto a commettere il massacro. Per questo, per ora, le ipotesi sono tutte sul tavolo: dal terrorismo alla follia. Una giornata di lutto nazionale è stata proclamata per oggi in Baviera, in memoria delle vittime dell'attentato di Monaco. Il presidente del Land ha dato disposizione che in tutti gli edifici pubblici vengano esposte bandiere a mezz'asta.

La polizia bavarese, nel corso di una conferenza stampa, ha detto che l'attentatore "era uno studente che viveva in un appartamento di una stanza che è stato perquisito. Nessun rapporto con l'Is". Il ragazzo, sostengono gli investigatori, ha agito solo, non aveva complici, e a casa sua non è stato trovato materiale legato allo Stato islamico, ma solo documentazione su stragi del passato: il capo della polizia di Monaco ha anche precisato che "non c'è alcun legame" tra la strage e il tema dei profughi. Quindi si propende per l'ipotesi di un gesto di "un forsennato".

Nessun un 'parallelismo' neanche con il recente attacco a colpi di ascia e coltello sul treno a Wuerzburg. Sulle frasi urlate durante l'attacco, le dichiarazioni dei testimoni sono contrastanti e non chiariscono il movente. Secondo alcuni avrebbe rivendicato il suo essere tedesco e insultato gli immigrati; una donna ha riferito alla Cnn che il killer, prima di sparare su bambini seduti al tavolo, avrebbe gridato Allah Akbar. Anche secondo le prime valutazioni dei servizi tedeschi, al momento non pare ci siano legami fra l'attentatore di Monaco e lo Stato islamico né altri gruppi militanti, riferiscono funzionari dell'intelligence Usa coperti dall'anonimato.

La polizia tedesca sta indagando su un falso post su Facebook in cui si annunciava che al McDonald's si sarebbero offerti dei menù gratis, indicando come orario proprio quello dell'attacco. Lo riporta oggi il sito del Daily Mail. Il capo della polizia Hubertus Andrae ha confermato che si sta indagando su chi possa aver pubblicato l'annuncio per cercare di stabilire un eventuale contatto o diretta responsabilità dell'attentatore, che avrebbe avuto così l'obiettivo di attirare il maggior numero di persone nel locale al momento dell'attacco.

Secondo quanto riferisce il giornale tedesco 'Bild', la polizia tedesca sta interrogando anche il padre del giovane di origine iraniana. Sono state effettuate inoltre perquisizioni nella casa dove il ragazzo viveva con la famiglia e che si trova nel quartiere di Maxvorstadt. I poliziotti sono stati visti uscire dall'abitazione portando via scatoloni pieni di materiale.

Gli inquirenti di Monaco hanno rivolto un appello ai cittadini chiedendo che vengano consegnati alle forze dell'ordine tutti i video, foto o registrazioni audio che sono stati fatti durante l'attacco di ieri, come ad esempio quello della lite tra l'attentatore ed un cittadino. Un uomo infatti ha iniziato ad insultare l'attentatore dal tetto del palazzo adiacente al centro commerciale chiamandolo con l'equivalente tedesco di "stronzo" . 

Il killer dice "sono tedesco", nato in Germania, in un quartiere povero e abitato da percettori di sussidio pubblico ('Harz IV'). La discussione è molto animata. L'attentatore dice di essere stato in cura, il suo interlocutore lo insulta dicendogli che quello è il luogo dove dovrebbe stare, "in cura psichiatrica". Secondo altri media, l'assalitore, che secondo la polizia si è suicidato e avrebbe agito da solo, avrebbe gridato "Turchi di m***a". La Bild aveva precedentemente citato il racconto fatto da un testimone oculare all'emittente tedesca Rtl, secondo cui l'uomo aveva gridato "Scheiß Ausländer", cioè "Stranieri di m***a".

Gli insulti nei confronti degli stranieri sono stati confermati anche da un altro testimone, Luan Zequiri. L'uomo ha raccontato all'emittente n-tv che si trovava nei pressi del McDonald's teatro della sparatoria e che ha sentito l'attentatore urlare "molto forte" insulti nei contro gli immigrati.

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