A Renzi tornano solo i conti della scuola. Migranti e corruzione a suon di polemiche

23 maggio 2015, Lucia Bigozzi
A Renzi tornano solo i conti della scuola. Migranti e corruzione a suon di polemiche
Dalla #BuonaScuola di Renzi, ai barconi dei migranti passando per l’Agenda Ue. Tre temi sui quali si snoda la settimana nei palazzi della politica ma anche nelle piazze in ebollizione. A una settimana dal voto, i toni e i contrappunti raggiungono decibel fuori controllo…

#BUONASCUOLA. La campanella di Montecitorio suona per la Buona Scuola che passa la prova d’Aula e approda al Senato. Non senza polemiche, coi presidi dei sindacati fuori dal Parlamento. Renzi incassa il risultato e nella maggioranza gli alleati sono sulla stessa lunghezza d’onda. A partire da Mariano Rabino che a Intelligonews senza giri di parole dice “Viva la riforma, è il trionfo del merito”. Ma da latitudini opposte, Paolo Ferrero leader del Prc è altrettanto categorico quando definisce la riforma renziana come “di estrema destra e in stile Marchionne”. In un botta e risposta a distanza, nelle file dem, la senatrice Laura Puppato fa notare che la riforma non è quella della Gelmini, cioè di destra, bensì “assolutamente di sinistra” e ne spiega le ragioni. Con una sottolineatura a rafforzare il concetto sulla contestata figura del preside-manager: “E’ come piace a Berlinguer”. 

E mentre i sindacati confermano lo sciopero degli scrutini ma solo alla prima ora nella due-giorni delle verifiche, Stefano Fassina che ha chiesto in Aula le dimissioni del ministro Giannini, medita il da farsi in attesa che Corradino Mineo e gli altri senatori dem ‘ribelli’ col placet di Bersani riscrivano la riforma, o almeno provino a farlo. Tanto è stato annunciato. 

AGENDA UE-MIGRANTI. La settimana di apre con la protesta dei residenti di Casale San Nicola, periferia nord di Roma, che contestano il trasferimento in una struttura di cento migranti. Blocco stradale e presidi di protesta. Fabio Rampelli, parlamentare di FdI sta con loro e denuncia: “Situazione intollerabile, la gente ha ragione”. A Intelligonews spiega cosa non va e cosa nei piani del governo Renzi e della Ue e cosa c’è da fare, Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, convinto che a questo punto serva “una reazione di popolo contro la Ue”. 

L’accordo di Bruxelles, dal quale peraltro nel giro di una settimana si sono sfilati oltre alla Gran Bretagna, la Francia del socialista Hollande, la Polonia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria, viene definito “un boomerang” dal capogruppo della Lega a Montecitorio Massimiliano Fedriga che aggiunge: “Cameron come la Lega”.

Lo storico Franco Cardini nella conversazione con Intelligonews sollecita l’Europa a seguire l’esempio di San Benedetto, nello stesso momento in cui Matteo Salvini in Italia e Marine Le Pen in Francia dicono che occorre chiudere le frontiere e sospendere Schengen. Posizione confermata nel giorno in cui l’Intelligence arresta alle porte di Milano un ventiduenne marocchino accusato dalle autorità tunisine di essere coinvolto nella strage del Museo del Bardo. Una vicenda con molti punti che non tornano, ma tanto basta a infiammare il dibattito politico a una settimana dal voto per le regionali. 

Conversando con Intelligonews, la scrittrice Enrica Perucchietti spiega perché “la solidarietà non fa parte dell’Agenda Ue”, ma nell’agone politico il bianconian-fittiano Maurizio Bianconi rileva che gli italiani sono rimasti “gli unici catto-comunista” oltre a rifilare stoccate a Berlusconi che nelle stesse ore annuncia di “essere fuori dalla politica” e l’ex collega di partito, la senatrice Alessandra Mussolini boccia il documento di Bruxelles sottolineando che “l’Europa è allo scoperto”. Durissimo j’accuse da Magdi Cristiano Allam che bolla l’Agenda Ue come “follia” perché “incoraggia i migranti e aiuta gli scafisti”. 

STRAGE AL BARDO. E’ l’altro tema sul quale la politica si butta a pesce con le regionali alle porte. Il parlamentare dem Khalid Chaouki invita alla prudenza e a Intelligonews dice che il giovane marocchino arrivato in Italia su un barcone e con in tasca un foglio di via, poi finito a San Vittore su mandato di cattura delle autorità tunisine, è “un presunto attentatore” e si scaglia contro “gli sciacalli da quattro soldi”. Facile immaginare il riferimento alla Lega salviniana ma dal Carroccio replica il leader storico, Umberto Bossi che non ha dubbi: “Doppio fallimento, di Renzi e di Alfano”, mentre il collega di partito Massimiliano Fedriga incalza il ministro Alfano che “in Aula ha smentito se stesso”. 

DDL ANTICORRUZIONE. E’ l’ultima norma della settimana a superare l’esame di Montecitorio e a diventare legge. Cambiano reati, pene e prescrizione, torna il reato di falso in bilancio. La maggioranza ne valorizza la portata ma la doccia fredda arriva dall’ex dem Pippo Civati il quale nell'intervista a Intelligonews fa notare che “è un primo passo, ma non basta e serve molto, ma molto più coraggio su prevenzione e prescrizione. Eppoi non c’è alcun Daspo per i politici, ma solo uno slogan di Renzi”. Diametralmente opposta la lettura dell’ex Sel oggi dem Gennaro Migliore per il quale la legge è un punto importante e innovativo nel contesto delle riforme del governo Renzi. Corsi e ricorsi della politica…
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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