Renzi accompagnerà l'addio a Equitalia: cosa scompare e cosa resta

23 maggio 2016 ore 11:30, Luca Lippi
Pausa di scena, e poi riguardo Equitalia… “non ci arriva mica al 2018”. Questa la frase che ha fatto sobbalzare sulle poltrone milioni di taliani pronunciata da Matteo Renzi durante la ormai consueta chiacchierata con il mondo social, e allora vediamo di capire che cosa intende affermare Matteo Renzi. Prima di tutto, tanto per chiarire, il fatto che Equitalia sarà (forse) liquidata non significa che i debitori possono ricominciare a dormire tranquilli.
Il fatto non è nuovo, anzi, sono ormai diversi mesi che si parla di liquidare Equitalia, e le indiscrezioni non sono neanche tanto “indiscrezioni”, è proprio un preciso ordine del Premier ai vertici dei bracci amministrativi fiscali di studiare il modo di liquidare Equitalia con tutto il carico di impopolarità che quel nome evoca tra i cittadini.
Per essere chiari, è un’operazione di “camouflage”, ma stavolta verso l'obiettivo di "fisco amico" se compiuta secondo la tabella di marcia pianificata.
Renzi accompagnerà l'addio a Equitalia: cosa scompare e cosa resta

L’operazione è sicuramente positiva, Renzi è convinto che ci siano strade alternative alle odiose ganasce fiscali, ai pignoramenti di case e stipendi e agli sportelli degli uffici che rimbalzano i cittadini rimpallandosi le responsabilità. Il capo del Governo è convinto che la “rivoluzione” sarà pronta già a partire dalla seconda metà del 2017. 
Equitalia S.p.A. è una società italiana a totale controllo pubblico, incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio, ad eccezione della Sicilia. È partecipata al 51% dall'Agenzia delle Entrate ed al 49% dall'INPS. 
Fino al 1990 in Italia la riscossione era affidata a una pluralità di soggetti privati, che operavano in ambiti molto piccoli, a volte anche più di uno all'interno di un territorio provinciale. A far tempo dal 1990, con l'entrata in vigore del D.P.R. 43/88, furono istituiti concessionari a livello provinciale entro il 1995. La riforma della riscossione è avvenuta con l'entrata in vigore dell'art. 3 del D.L. 30 settembre 2005, n. 203 deliberato dal Governo Berlusconi III, convertito con modificazioni nella L. 2 dicembre 2005, n. 248 con la costituzione di Riscossione S.p.A., che nel 2007 ha preso come nome Equitalia S.p.A.
Dopo dieci anni di servizio, dunque, è giunta l’ora di cambiare; già a partire da luglio, scompariranno Equitalia Nord, Centro e Sud e ci sarà un unico servizio di riscossione nazionale che porterà, fanno notare dall'agenzia, anche un “profondo taglio dei costi”. Poi ci sarà tecnicamente il passaggio di tutte le strutture sotto l’egida di Agenzia delle Entarte.
Con ogni probabilità nascerà una Direzione centrale che si affiancherà alla Direzione che si occupa dell'accertamento. 
L'Inps, che detiene il 49% delle quote ovviamente cederà la sua partecipazione e dunque l'Agenzia delle Entrate sarà a tutti gli effetti il “dominus” assoluto della macchina fiscale. In questo progetto si configura il trasferimento di poteri, e secondo l'impostazione della riforma Madia sulla Pa, sarà direttamente Palazzo Chigi (non più attraverso l'interposizione del ministero dell'Economia) a governare direttamente l'agente della riscossione “demansionato”. 
Il lavoro di Agenzia Entrate sarà tutto nuovo e con poteri e metodi riveduti e corretti. 
Ha spiegato Renzi “Stiamo riorganizzando il sistema affinchè sia a disposizione del cittadino, non un sistema vessatorio, lavoreremo molto sulla rivoluzione digitale: ci saranno delle novità che incoraggeranno il cittadino ad avere più fiducia”. 
In sostanza il premier vuole trasformare Equitalia inglobata dalle Entrate in una sorta di organismo di “consulenza fiscale pubblica”. I dipendenti oggi in buona parte impegnati in altre attività, si occuperanno soprattutto del front-office a disposizione dei cittadini. Un modo per ridurre le file snervanti e le attese agli sportelli. Sarebbe realmente una rivoluzione, ma per chi ha debiti, deve comunque pagare!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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