L'ospedale non si tocca, ma il porto sì: Procida "pronta a tutto" per salvare la sanità

23 maggio 2016 ore 9:01, Andrea De Angelis
Il mondo della rete si mobilita e lo fa (finalmente, direbbe qualcuno) per una causa importante. Né reality show, neanche calcio. Questa volta al centro dell'attenzione del web finisce la sanità pubblica, in particolare quella italiana e di un Comune specifico: Procida

Mattinata di proteste a Procida, con centinaia di persone mobilitate contro l'annunciato ridimensionamento del presidio di pronto soccorso. Dopo la fiaccolata di ieri sera, con migliaia di persone, e la veglia notturna, dall'alba, è in corso un presidio nella zona del porto. L'attracco di traghetti e aliscafi è stato impedito per 10-15 minuti, e reso possibile solo dopo l'intervento delle forze dell'ordine. Come riporta l'Ansa, fino alle 10:30 c'è stata anche una compatta serrata delle attività commerciali. Ieri drappi neri sono stati esposti sulla spiaggia della Corricella, nota al grande pubblico per il film "Il Postino".
"Apprezzamento", è stato espresso dal Sindaco e dal Consiglio Comunale di Procida (Napoli) per l'impegno del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a sostegno del Pronto Soccorso dell'isola. "Grande soddisfazione" è stata espressa anche "per la mobilitazione diffusa e composta della comunità procidana che ha dimostrato compattezza nella condivisione della comune battaglia per la sanità".

L'ospedale non si tocca, ma il porto sì: Procida 'pronta a tutto' per salvare la sanità
Con l’hashtag #lospedalenonsitocca, veicolato dal gruppo Facebook del neonato Comitato per la difesa dell’ospedale di Procida, in centinaia ci hanno messo la faccia: cartelli e manifesti, anche semplici fogli. "Attestati di solidarietà che ci fanno piacere e ci spingono a proseguire la nostra battaglia”, spiega il sindaco, Dino Ambrosino, che ha appoggiato le manifestazioni più plateali, compresa la fiaccolata di venerdì sera e il blocco del porto di Marina Grande, sabato mattina. Una consistente mobilitazione popolare, che ora coinvolge dunque anche il popolo del web, attraverso la quale l’isola ribadisce la contrarietà al Nuovo Piano Ospedaliero (che segue le direttive del decreto ministeriale 70/2015), con “la soppressione del PSA h24 e la sua sostituzione con un Punto di Primo Intervento con 4 posti letto di osservazione breve (OBI), e un Ospedale di Comunità, gestito dai medici di famiglia”. Una soluzione che viene vista come un "salto indietro di trent'anni nella tutela dei diritti della comunità insulare e dei suoi turisti", 


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