Referendum, magistrati partecipano al dibattito e con Orlando "il più proficuo incontro"

23 maggio 2016 ore 9:47, Andrea De Angelis
La notizia più importante (almeno per il dibattito interno) è questa: sì alla partecipazione al dibattito, no alla posizione politica. L’Anm ha deciso di non schierarsi nella campagna per il referendum costituzionale di ottobre, ma ha sottolineato come i magistrati potranno partecipare alla discussione pubblica sul voto. Dopo settimane di dibattito e polemiche, le due decisioni sono contenute in un documento ufficiale arrivato ieri. Ma non è tutto.

"Ci ha detto di avere a disposizione delle risorse: 1 miliardo 671 milioni da spendere. 671 saranno destinati alla copertura delle spese che il ministero deve sostenere per la gestione diretta degli uffici giudiziari. Per il miliardo residuo intende assumere mille cancellieri. Certo è poco rispetto alla carenza di organici che abbiamo ma è un segnale importante di inversione di tendenza. . A dirlo il presidente dell'Anm, Piercamillo Davigo, intervenendo nel corso del comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati riferendo degli incontri istituzionali che la Giunta Esecutiva ha avuto nelle scorse settimane, con il ministro della Giustizia Andrea Orlando (in particolare), con il presidente del Senato Pietro Grasso e con il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. "Il presidente del Senato è stato affettuoso nei nostri confronti. Ora ci sono in programma altri due appuntamenti, il 30 maggio incontreremo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - ha detto Davigo - e il 27 maggio il presidente della Camera Laura Boldrini".

Referendum, magistrati partecipano al dibattito e con Orlando 'il più proficuo incontro'
Davigo ha riferito che "l'incontro con il ministro Giustizia è stato il più proficuo tra quelli che abbiamo avuto. Il ministro ha tenuto un atteggiamento che ho molto apprezzato, io come tutti i componenti della Giunta". Quindi rivela: "Il ministro voleva fare un concorso da duemila posti però la funzione pubblica glielo ha bloccato perché deve prima prendere il personale in mobilità".
Poi, riferendosi anche alle recenti polemiche che hanno riguardato la magistratura, Davigo ha precisato: "Durante l'incontro con il comitato di presidenza del Csm abbiamo chiarito con il vicepresidente Legnini la questione riguardante la possibilità per i magistrati di esprimere liberamente il proprio pensiero nei limiti del codice etico e secondo me non ci sono novità nell'atteggiamento che l'Anm deve assumere. E' tutto scritto nel nostro codice etico".
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