Napolitano difende la riforma: "Referendum costituzionale necessario". Con o senza Renzi

23 maggio 2016 ore 17:29, Lucia Bigozzi
“Se ci fosse una sconfitta al referendum sulla riforma costituzionale è chiaro che il presidente Renzi, senza poter dire che sia stata sua responsabilità, si troverebbe in una condizione difficile. Ma non vorrei che si parlasse ogni giorno di questo, di quello che farà Renzi. Noi ora dobbiamo parlare della riforma, di quello che è del perché è necessaria all'Italia”. E’ la frase attorno al quale si avvita il dibattito politico d’inizio settimana. A pronunciarla non è il candidato di turno, bensì l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ospite della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. Da un lato “difende” la riforma costituzionale di renziana foggia, dall’altro avverte sui rischi che la vittoria del no referendario determinerebbe a livello di tenuta del governo. Ora, si sa che Renzi ha sempre detto che se perde va a casa e ieri il concetto è stato ribadito e tagliato sulla sua misura ministeriale, da Maria Elena Boschi, pronta a lasciare la poltrona a Largo Chigi e a seguire il premier sulla via di casa se gli italiani bocceranno il nuovo Senato. Tuttavia, la linea di Napolitano sembra sostenere la scelta del premier e la sua “battaglia finale” non solo sul versante delle riforme, quanto e soprattutto dentro il suo partito nell’eterno braccio di ferro tra maggioranza e ‘ribelli dem’. 

Napolitano difende la riforma: 'Referendum costituzionale necessario'. Con o senza Renzi
Ma l’analisi di Napolitano ha toccato anche altri tasti. Quelli ad esempio di alcuni passaggio dei suo nove anni al Quirinale. In particolare Fazio gli chiede dell’annus horribilis, il 2011
quando si concretizzò la caduta del governo Berlusconi con lo spread in orbita e il passaggio all’esecutivo dei tecnici guidato da Mario Monti. Insomma, una rilettura anche sulla scorta delle rivelazioni choc dell’ex segretario al Tesoro americano Geithner e il cossiddetto “golpe bianco”. Napolitano è fermo nello smentire qualsiasi scenario che rimandi al complotto ordito dall’estero contro l’allora premier e per penalizzare l’Italia. “Decisi di affidarlo a un uomo fuori del centrodestra e del centrosinistra, che aveva ricoperto alti incarichi in Europa. E non ci fu nessuno scontro. Quando si formò l'alleanza di Berlusconi votò a favore, non ci fu nessun complotto. Sarebbe stato strano se Berlusconi avesse votato a favore di un complotto. Fu una cosa serena”. Questa le versione dei fatti di Napolitano. Sarà la storia a riscriverli una vota per tutte. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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