Austria, Di Stefano (Casapound): “Le analogie con noi. Un altro no a sostituzione popoli d’Europa con migranti"

23 maggio 2016 ore 13:47, Lucia Bigozzi
In Austria si prepara un “cataclisma politico senza precedenti”. Ne è convinto Simone Di Stefano, vicepresidente nazionale di CasaPound e candidato sindaco per Roma, analizzato il “fenomeno” Hofer e l’avanzata dell’ultradestra nazionalista. Nella conversazione con Intelligonews rilancia la battaglia contro “questa Europa” e spiega le differenze con il movimento nazionalista e sovranista di casa nostra. 

Come valuta l’avanzata di Hofer in Austria?

"E’ sicuramente un risultato eclatante che secondo me, in una maniera o nell’altra segna l’inizio del declino – io spero la fine da stasera – dell’Unione europea così come l’abbiamo conosciuta. Continuare a proporre la sostituzione dei popoli d’Europa con gli immigrati porterà sempre e comunque a questi risultati che fermeranno questa situazione". 

Austria, Di Stefano (Casapound): “Le analogie con noi. Un altro no a sostituzione popoli d’Europa con migranti'
Hofer in testa a testa con il “verde” Van der Bellen? Il voto per posta chi dei due favorirà? 

"Bisogna vedere da dove viene il voto per posta, perché fin qui Hofer ha dimostrato di prendere larghissima parte del suo voto non dalle grandi città dove tutta la gente va a votare, ma dai posti rurali, dalla campagna, dalla montagna. Secondo me troveremo una sorpresa dall’interno di queste buste a favore di Hofer. E’ chiaro che a Vienna e nelle grandi città dove si annida di più la tendenza borghese radical-chic a essere tolleranti con i fenomeni di immigrazione, c’è meno voto per i nazionalisti". 

Il problema però è che l’ultradestra avanza, arriva al testa a testa, o al ballottaggio ma non sfonda perché dall’altra parte c’è il ricompattamento di tutte le forze avversarie. E’ colpa dei sistemi elettorali? C’è un gap di democrazia? 

"No. Questi “tutti” saranno sempre meno, diventeranno minoranza nel Paese. Il fatto da notare è che da una parte c’è un partito, un movimento che è al 50 per cento e forse oltre dei voti e dall’altra parte ci sono quindici partiti, tra i quali quelli tradizionali, storici che tutti uniti non fanno l’altra metà del Paese. Stiamo parlando di un cataclisma politico senza precedenti. Si continua a ostracizzare i nazionalisti e gli identitari, ma prima o poi vinceranno da soli. Se non sarà questa la volta in cui vinceranno da soli, state tranquilli che sarà tra due mesi da un’altra parte o tra un anno da un’altra parte ancora. Non c’è soluzione: da questo futuro non si torna indietro. O l’Europa si sfascia e si ricostruisce su altri presupposti, oppure i nazionalisti vinceranno e faranno, probabilmente, loro un altro tipo di Europa". 

Hofer e CasaPound: quali differenze?

"Sarebbero da scoprire perché dobbiamo approfondire bene qual è il programma sociale. Dal punto di vista identitario e nazionalista, invece, penso che di differenze ce ne siano poche: si vuole chiudere la propria nazione, tutelarne i confini e si parla molto di sovranità nazionale rispetto alle scelte imposte dall’Unione europea e da Bruxelles. Quindi penso che ci siano analogie con quello che diciamo noi e che vogliamo applicare anche qui in Italia". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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