Milan, ora Berlusconi rischia più di Brocchi: decidono i cinesi (il 15 giugno)

23 maggio 2016 ore 13:11, Micaela Del Monte
La finale di Coppa Italia tra Juventus e Milan sembra aver dato più certezze ai rossoneri e soprattutto al tecnico Cristian Brocchi. Nonostante la sconfitta, maturata a 2 minuti dal termine del secondo tempon supplementare, quello visto all'Olimpico di Roma sabato sera è stato sicuramente il più bel Milan degli ultimi due mesi (e forse anche la Juve più brutta della stagione). Questo ha datto a Brocchi qualche consapevolezza in più riguardo al suo futuro, ma anche riguardo a quello della sua squadra che a questo punto è sembrata seguirlo e soprattutto non così scarsa come si era detto fino a poche settimane fa. 

Milan, ora Berlusconi rischia più di Brocchi: decidono i cinesi (il 15 giugno)
Brocchi dunque può restare, ma non dipende soltanto da quello che si è visto in campo contro i bianconeri. Infatti la posizione del tecnico rossonero resta ancora in ballo, tutto (o quasi) dipenderà dai cinesi. Per Berlusconi infatti dipende dall'esito della trattativa con la cordata di imprenditori cinesi che vogliono acquisire il 70% delle quote del club (per poi salire al 100% in un paio d’anni). Nel senso che prima di ogni altro va sciolto il nodo societario e questo significa che nulla accadrà fino al prossimo 15 giugno quando scadrà il termine per la trattativa in esclusiva e, con ogni probabilità, finalmente si saprà chi comanda. Ogni operazione in entrata o in uscita e ogni decisione va concordata con la cordata di imprenditori cinesi, attraverso gli advisor Sal Galatioto e Nicholas Gancikoff: naturalmente anche la scelta di un nuovo allenatore e la stesura del suo contratto deve ottenere l’ok. Ma anche il contratto di Brocchi è in scadenza a giugno e quindi dovrà passare dall’esame dei cinesi per essere eventualmente rinnovato. Nel caso in cui per gli investitoti cinesi il nome di Brocchi non offrisse le necessarie garanzie, l'a.d. Adriano Galliani, secondo quanto riferisce 'Il Corriere della Sera', ha pronta l'alternativa, rappresentata dall'ormai ex tecnico dell'Empoli, Marco Giampaolo.  Il tecnico di Bellinzona avrebbe dato al dirigente rossonero la sua disponibilità ad aspettare fino al 15 giugno, il limite massimo entro cui si conoscerà il futuro del club di Aldo Rossi.

Dunque la questione "tecnico" non sembra essere un problema ma a complicare l'accordo tra le parti (Milan e cinesi) è sorto però un problema relativo al ruolo che l'attuale presidente rossonero ricoprirebbe nel momento in cui la cessione della società di Via Aldo Rossi dovesse concretizzarsi, questione che sta particolarmente a cuore a Silvio Berlusconi"In caso di cessione della società ho chiesto di restare presidente del Milan per almeno 3 anni. - ha rivelato l'ex Presidente del Consiglio, intercettato domenica pomeriggio dal 'Corriere dello Sport' a Brugherio - E' un obbligo mio, ma loro (i cinesi) mi vorrebbero cacciare...".
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