Ultimo scontro a Falluja: militari in azione contro l'Isis per la riconquista

23 maggio 2016 ore 14:54, Americo Mascarucci
Il primo ministro dell’Iraq, lo sciita Haydar al Abadi, ha annunciato ieri l'inizio di un’operazione militare per riottenere il controllo di Fallujah, una delle più importanti città irachene occupata da più di due anni dallo Stato Islamico. 
Nell'operazione sono impiegati esercito, forze antiterrorismo, polizia, milizie sciite e combattenti tribali, ha scritto il Wall Street Journal citando fonti militari. 
Falluja, nella provincia a maggioranza sunnita di Anbar, è sotto il controllo dell'Isis dal 2014. 
È una delle due principali roccaforti del califfato insieme a Mosul. L’operazione militare è molto delicata e potrebbe richiedere dalle due alle tre settimane di tempo.
A dicembre del 2015, l’esercito iracheno ha riconquistato la vicina di città di Ramadi con un’operazione che è durata diverse settimane. 
Tuttavia, fonti militari irachene, stimano che il numero di militanti dell'Isis dovrebbe essere dimezzato negli ultimi mesi.
L’esercito iracheno ha già sollecitato la popolazione locale ad abbandonare la città. Migliaia di volantini sono stati lanciati da aerei iracheni avvisando i civili della presenza di corridoi di sicurezza predisposti dai militari. Chi non potrà lasciare la propria abitazione dovrà esporre una bandiera bianca per non essere colpito.
L’esodo dei civili è iniziato sabato 21 maggio. 

Ultimo scontro a Falluja: militari in azione contro l'Isis per la riconquista
La Reuters riporta che, su venti famiglie di un quartiere vicino al fronte, solo la metà è riuscita ad uscire da Falluja indenne a causa dei militanti del califfato e delle mine presenti sul territorio
"I vostri figli, valenti combattenti delle forze armate sono pronti a realizzare una nuova vittoria. Si recano nella città di Falluja per sradicarvi la banda di Daech", afferma Saad al Hadithi in un comunicato, utilizzando l'acronimo arabo dell'Isis e senza precisare la data dell'assalto al bastione jihadista.
Secondo Human Rights Watch, nell'ultimo mese l’Isis ha impedito agli abitanti di lasciare la città, mentre le condizioni della popolazione sono sempre più disperate a causa della mancanza di generi alimentari. Tra i 60mila e i 90mila abitanti sono rimasti in città. 
"In nome di Dio, annunciamo che la bandiera irachena sventolerà presto sui cieli di Falluja. Distruggeremo le bandiere nere degli stranieri di Daesh che hanno sequestrato questa cara città. E' arrivato il momento della vittoria per liberare Falluja. Daesh non ha altra alternativa se non fuggire. Le forze di sicurezza hanno garantito l'uscita dei civili'', ha detto Abadi in un discorso alla televisione di Stato.

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