L'ombra della Camorra sulla Serie B: tremano l'Avellino e Izzo

23 maggio 2016 ore 15:24, Micaela Del Monte
Risveglio choc per il calcio italiano, questa volta a finire al centro di un'inchiesta è stato il campionato di Serie B "toccato" questa volta della "Vanella Grassi", il clan operante nei quartieri a Nord di Napoli. Questa mattina all'alba infatti i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip a carico di 10 persone (7 in carcere e 3 ai domiciliari) accusati di essere affigliati al suddetto clan. 

Ma cosa c'entra la Serie B? Secondo quanto riporta 'Il Mattino', questi indagati avrebbero avuto anche la capacità di influenzare alcune partite del campionato di Serie B della stagione 2013-2014, in particolare gare giocate in Campania nel maggio 2014. Il tutto sarebbe avvenuto attraverso un "contatto" (Armando Izzo che adesso gioca nel Genoa, indagato ma non raggiunto da misura cautelare), con cui il capo clan e suoi sodali avrebbero attratto nell’orbita criminale altri soggetti; questi avrebbero messo a disposizione ingenti somme di denaro per corrompere giocatori di una squadra campana di Serie B, influenzando direttamente 2 partite disputate nel maggio 2014. Il difensore napoletano, tra l'altro, fino a due giorni fa era con la Nazionale italiana per lo stage, chiamato da Antonio Conte.

L'ombra della Camorra sulla Serie B: tremano l'Avellino e Izzo
Le gare che sarebbero state oggetto di scommesse sono Modena-Avellino e Avellino-Reggina. Indagati altri tre giocatori che allora militavano nella squadra biancoverde, secondo 'Sky Sport'. Per loro il capo d'accusa è concorso esterno in associazione mafiosa.

Durante le indagini è stata intercettata una telefonata nella quale si dice: "Dobbiamo mangiare tre polpette, abbiamo la pancia piena", dal significato ancora da decifrare. Altra pesante botta quindi per il calcio italiano, in attesa di chiarire meglio al vicenda.
Intervenuto in conferenza stampa, il procuratore aggiunto Filippo Beatrice ha ribadito: "Si tratta di soggetti che sono stati, come si potrà verificare dalle risultanze investigative, non solo oggetto di dichiarazioni dei collaboratori di giustizia ma delle intercettazioni telefoniche. Tutto ciò è dimostrativo di un momento di contiguità tra ambienti criminali e la loro attività normale".

Non è tardato ad arrivare il commento di Andrea Abodi, presidente della Lega di Serie B, che ha dichiarato sconsolato: "Nonostante il gran numero di controlli che facciamo, è impossibile ridurre a zero il rischio di fenomeni di questo tipo: come Lega di Serie B gestiamo 500 partite ogni anno e abbiamo oltre 800 tesserati".
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