Austria, G. Chiesa: "Hofer fascista? L'Europa è ben peggio. Due recenti episodi lo dimostrano"

23 maggio 2016 ore 15:49, Marco Guerra
“La vera destra autoritaria sono i burocrati di Bruxelles. Mi preoccupano più loro che quello che accade in Austria”, il giornalista e intellettuale Giulietto Chiesa commenta per Intelligonews l’avanzata della destra nazionalista austriaca guidata da Norbert Hofer, che con una lotta all’ultimo voto si condente la poltrona di presidente con l’esponente dei verdi Van der Bellen. Per lui “entro cinque anni ci sarà un’altra Europa”.  

Dott. Chiesa come giudica il voto austriaco? 
“È l’ennesimo campanello d’allarme per un’Europa che sta diventando autoritaria, e non uso la parola fascista perché è peggio di fascista. L’Europa si prende quello che si merita”.

Perché è peggio del fascismo?
“Perché siamo di fronte un fascismo tecnocratico che si ammanta di legalità; invece della violenza fisica si usa la violenza legale dopo aver carpito con l’inganno la sovranità del popolo per fare le leggi”.

A che si riferisce?
"A due episodi in particolare: l’arresto di un dirigente dell’opposizione in Polonia, Mateusz Piskorski, che è finito nel mirino della magistratura polacca per aver chiesto l’uscita di Varsavia dalla Nato e per aver criticato la politica del governo nei confronti della Russia. È stato condannato a tre mesi di carcere. Questo è il vero autoritarismo di destra che sta dominando l’Europa. Il secondo caso riguarda il fermo del famoso politologo russo, Alexander Dugin, all’aeroporto di Thessaloniki in Grecia (gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno di tutti i territori della Ue gli è interdetto. I motivi concreti di questa scelta non sono però stati resi noti dalle autorità, ndr). Dugin, a quanto si apprende, sarebbe stato trattenuto cinque ore all’aeroporto essendo uno dei preparatori dell’incontro di fine mese in cui Putin insieme al patriarca di Mosca Kirill si recheranno sul Monte Athos per celebrare la nascita della Chiesa ortodossa”. 

Queste misure che significato hanno secondo lei? 
“Siamo di fronte a provocazioni che ricordano i tempi nazisti. Quando si usano le leggi per esercitare pressioni... In questa situazione in qualunque tribunale potrebbero far anche arrestare me che chiedo l’uscita dell’Italia dalla Nato. Quindi quando uno strilla la destra, la destra, ma di quale destra parliamo?! La vera destra è quella che appoggia un regime nazista come quello che si sta delineando in Ucraina e che prepara la strada a metodi di stampo nazista. Poi le belle anime possono dire quello che vogliono. Quindi mi spaventano di più i burocrati di Bruxelles che plaudono ai nazisti ucraini che non la gara per le elezioni presidenziali austriache”. 

Però il voto Austriaco resta molto significativo?
“Ma certo, siccome la democrazia europea sta andando a rotoli e la gente non si sente più rappresentata da nessuno e cerca le soluzioni più estreme, una delle quali può essere di sinistra l’altra delle quali di destra. Non mi stupisce minimamente”. 

Quindi i partiti tradizionali rappresentano solo le elite?
“Stanno perdendo terreno ovunque, in Gran Bretagna, in Spagna, in Francia, in Italia, dappertutto. Il problema è che non ci sono alternative credibili, perché le istituzioni sono state svuotate di ogni contenuto democratico e quindi la gente inizia a capire che da queste parti non sarà più rappresentata e che i suoi interessi non saranno più tutelati da qualcuno”. 

Non possiamo cambiare nulla almeno diamo fiducia alle ricette più estreme. Questo è il ragionamento che fanno gli elettori?
“Esatto, cioè i due partiti centristi – in Italia il partito di Renzi e la destra – sono equiparati nella gestione del potere. In Europa questa gestione è sempre duale, si mettono d’accordo i due maggiori partiti è bloccano tutti gli altri; questa è la fine di ogni dialettica democratica”.

I burocrati aspetteranno altri risultati del genere prima di cambiare rotta?
“Io sono convinto che il panorama dell’Europa fra cinque anni non sarà più quello di oggi. Sempre se l’Europa regge ancora. Questa Europa, così com’è, si spacca per forza di cose. Non è più un’idea unificante, è un’idea burocratica, autoritaria, ignorate e presuntuosa. Perché presume di trattare 500milioni di cittadini come dei consumatori. Per fortuna un cosa così ancora non si può fare, forse negli Usa si”. 

Ci dobbiamo quindi aspettare nuove turbolenze? 
“Io non solo me le aspetto ma me le auguro, perché le turbolenze sono segno di una vivacità che ancora sussiste nonostante i tentativi di omologare il pensiero critico della gente, quindi le considero un buon segnale, me ne auguro altre”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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