Solo lo 0,6% dei farmaci on line è legale, le pillole più cercate per sesso e dieta

23 maggio 2016 ore 23:40, Andrea Barcariol
L’allarme lo lancia direttamente l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e suona così: occhio all’utilizzo sfrenato delle medicine. Fenomeno particolarmente diffuso in Italia al quale ora si aggiunge anche il fai-da-te online. In pratica un italiano su quattro acquista farmaci su internet, magari immaginandosi medico o farmacista di se stesso. I rischi sono tanti, a cominciare dal fatto che secondo l’analisi di Aifa solo lo 0,6 per cento è la quota dei farmaci legali, tutto il resto invece sarebbe da considerare una sorta di ‘calderone’ fatto di prodotti spesso contraffatti e comunque che sfuggono alla regola dei controlli finalizzati alla tutela della salute. Lo studio elaborato da Aifa è propedeutico a una campagna che vuole combattere e debellare questi comportamenti altamente pericolosi. L’analisi è stata condotta su un campione di mille utenti abituali di internet, tutti con un livello di connessione superiore a una volta alla settimana. 

Solo lo 0,6% dei farmaci on line è legale, le pillole più cercate per sesso e dieta
Ne è venuto fuori un quadro ritenuto preoccupante: il 25 per cento, corrispondente al 2-4% della popolazione italiana, ha affermato di aver acquistato almeno un farmaco online, mentre il 44% è favorevole alla pratica dell’acquisto di medicinali sul web.
Tra i prodotti più gettonati ci sono quelli per perdere peso, quelli relativi al potenziamento delle prestazioni sessuali e i famigerati anabolizzanti. Ma l’allarme di Aifa segnala anche un incremento dei farmaci anti-tumorali o per combattere l’epatite C. Il direttore generale di Aifa, Luca Pani, psichiatra, osserva: “Non c'è nessuna percezione del rischio. La percezione dei rischi legati all'acquisto online di medicinali da fonti non sicure come i siti Internet non autorizzati è ancora largamente insufficiente nel nostro Paese. Lo dimostrano casi recenti come quello della morte di un giovane culturista di Foggia, dovuta, secondo le prime ricostruzioni, all'assunzione di una sostanza anabolizzante illegale. Ma esistono molti altri casi di effetti collaterali letali, riconducibili a farmaci acquistati da canali illegali. Nel nostro Paese, inoltre, la recente regolamentazione della vendita online di medicinali senza obbligo di prescrizione, rappresenta un cambiamento significativo, che istituzioni come Ministero della Salute e Aifa hanno il dovere di accompagnare, attraverso iniziative educative e di sensibilizzazione come questa”.   
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